È stata una primavera difficile per Jaroslaw Kaczynski, leader del partito nazionalconservatore Diritto e Giustizia (PiS) al governo in Polonia da ottobre 2015 e fautore della principale svolta politica nel Paese dal 1989 a oggi. Il programma del “buon cambiamento”, come l’ha chiamato Kaczynski, ha prodotto ottimi risultati fino all’inizio del 2017 (per lo meno secondo i suoi sostenitori): le riforme illiberali e in parte incostituzionali della struttura statale hanno conferito al partito un controllo quasi totale delle principali istituzioni, tra cui i media di Stato, attirandosi le critiche di Bruxelles e suscitando varie manifestazioni di protesta in casa.

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