Il Venezuela cammina verso l’abisso. Gli oltre due mesi di massicce manifestazioni popolari di protesta, represse brutalmente dal governo, sono solo le prime drammatiche avvisaglie di una bomba sociale in piena esplosione. Ma in un mondo tormentato e preoccupato da crisi come quella in Siria, in Libia o in Corea del Nord, le ripercussioni del collasso di un Paese dell’America del Sud diventano un avvenimento secondario. In particolare nel radar politico degli Usa e dell’Europa. Una situazione alquanto paradossale, considerando che il Venezuela non solo vanta le più importanti riserve petrolifere del mondo, ma è stato uno dei Paesi con il più alto reddito pro-capite del pianeta durante buona parte del XX secolo. Prima che iniziasse il lungo processo di devastazione economica, culminato con il caos che il Venezuela sta vivendo in questi ultimi anni.

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