Dopo il confronto che ha trasformato la Piana gangetica in un’arena elettorale, il Primo ministro Narendra Modi consolida l’immagine di uomo forte della politica indiana. Lo dicono le urne, che a marzo hanno decretato la vittoria del Bharatiya Janata Party (BJP, la destra nazionalista hindu) di Modi in quattro su cinque stati dell’Unione interessati dalle elezioni legislative. Eccetto il Punjab, dove è prevalso il partito del Congresso presieduto da Sonia Gandhi, il BJP ha vinto a Goa, in Manipur, in Uttarakhand e soprattutto in Uttar Pradesh, quest’ultimo considerato il barometro della politica indiana, nonché collegio elettorale cruciale per le imminenti elezioni presidenziali.

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