Forse con troppa fretta, all’indomani della Brexit, molti commentatori furono pronti ad annunciare la fine di fatto dell’Europa unita e così, con le parole dello scrittore spagnolo Javier Cercas, dell’“unica utopia ragionevole degli europei”. Il progetto comunitario però di crisi ne ha conosciute molte, uscendone a volte anche rafforzato. Si pensi agli anni ’70: si aprono con la denuncia degli accordi di Bretton Woods e la crisi energetica, eventi che nel Vecchio Continente generano seri scompensi industriali e monetari. Ma si chiudono, 1979, con la nascita del Sistema monetario europeo (SME), la cui unità di misura virtuale (ECU) ha preparato il terreno all’euro, e con le prime elezioni dirette del parlamento europeo.


LEGGI ANCHE : Trump, la lobby Gazprom russo-teutonica e la partita di Nord Stream 2


Per continuare a leggere, acquista il pdf del numero.

Per abbonarti, visita la nostra pagina abbonamenti.