Damien Hirst. Un nome molto noto, un uomo criticato e amato ma capace da sempre di far parlare di sé, l’Artista per antonomasia, tanto che oggi sembra essere conosciuto da tutte le parti del mondo…come probabilmente fu con l’Arte Pop negli anni ‘80, corrente-apripista per il concetto di Globalizzazione nell’arte, così Hirst attualmente scuote gli interessi di tutti attraversando l’Europa, l’America ed infine l’Asia senza cioè incontrare ostacoli culturali e “attenzionali”.

Noto nella storia soprattutto per una serie di opere sarcastiche, imponenti e innovative, tra cui corpi di animali imbalsamati e immersi in formaldeide, vetrine con pillole o il famoso teschio ricoperto di diamanti, maestro anche nella sua capacità di vendersi, in questi mesi Damien Hirst è presente nelle sedi veneziane (Palazzo Grassi e Punta della Dogana) con una mostra ambiziosa e rivoluzionaria, partendo da una narrazione, la storia di Cif Amotan II che avrebbe perso in mare misteriosamente la sua collezione e che ritrovata, finalmente, viene esposta con tutti i reperti, alcuni addirittura con incrostazioni di coralli e conchiglie: siamo di fronte al naufragio della nostra cultura? Treasures from the Wreck of the Unbelievable sembra affrontare in maniera provocatoria proprio questo tema.

Quel che è certo è che, piaccia o meno, la trovata di questo artista riesca a comunicare un messaggio che resta sicuramente nei pensieri e nella memoria di tutto il pubblico, a livello globale!

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