La decisione della Corte Suprema del Kenya di annullare il risultato delle elezioni presidenziali dell’8 agosto è stata diffusamente celebrata come segno tangibile del funzionamento del sistema democratico del paese ma al tempo stesso ha provocato una crisi politica e costituzionale il cui esito, ad un mese dalla data prevista per il ritorno alle urne a fine ottobre, rimane assolutamente incerto.

Pur accettando il verdetto della Corte, il Presidente Uhuru Kenyatta, inizialmente dichiarato vincitore della contesa presidenziale, lo ha definito “un colpo di stato di 4 persone sedute in un tribunale… che hanno deciso da sole che possono scegliere un leader per la maggioranza dei kenioti”. Le sue dichiarazioni hanno portato il Presidente della Corte David Maraga a controbattere che lui, insieme a tutta la magistratura, è pronto a “pagare con la vita il dovere di tutelare la Costituzione e lo stato di diritto”. 

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