Immaginate di essere una piccola mosca, capace di volare ovunque senza essere percepita da alcun essere umano. La quantità di informazioni che potete ricavare è quasi infinita. E se desiderate seguire un fenomeno, potete farlo come nessun altro. È questo, parafrasando, ciò che ha fatto Brooke Harrington, research fellow del Max Planck Institute, nel suo Capital without Borders: Wealth Managers and the One Percent. La Harrington ha mappato i percorsi che compie il denaro al fine di essere nascosto agli occhi degli esattori. E le sorprese non sono mancate.


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Quando si pensa a un paradiso fiscale, la prima immagine che salta in mente è una spiaggia caraibica. Ma, come dimostra la Harrington, non c’è solo questo. Anzi. Molto spesso, prima di arrivare in queste località esotiche, che evocano grandi hotel a picco sul mare e cocktail con ombrellini, i capitali passano da luoghi meno noti per essere dei paradisi fiscali, come dall’Africa. Le triangolazioni possono essere molte, e la Harrington ha avuto un approccio specifico per le sue ricerche. Ha studiato per due anni come wealth manager, al fine di carpire in che modo si possono occultare i capitali. Perché, spiega Capital without Borders, il vero motore di questa macchina della dissimulazione finanziaria, passa dai gestori. E non sembra esserci una concreta possibilità che venga stoppata. Il motivo? Nulla di scontato o cospirazionista. Ma, per capirlo, dovrete arrivare fino in fondo al libro. E ne sarà valsa la pena.

Capital without Borders: Wealth Managers and the One Percent

Brooke Harrington

Harvard University Press

400 pagg

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