Il 14 novembre scorso, mentre Donald Trump concludeva il suo viaggio in Asia finalizzato soprattutto a premere sulla Corea del Nord, la Commissione Esteri del Senato Usa ha fatto una cosa che non avveniva da 41 anni. Ha tenuto un’audizione per considerare possibili cambiamenti alla legge che dà al presidente americano l’autorità assoluta di usare le armi nucleari.

L’Atomic Energy Act del 1946 aveva trasferito questo potere dai militari ai politici civili, proprio per evitare il pericolo di escalation mal considerate dai generali falchi, sul modello del dottor Stranamore. Con Trump alla Casa Bianca, però, la situazione si è rovesciata, almeno secondo il giudizio espresso dal senatore democratico del Connecticut Christopher Murphy: “Il Presidente è così instabile e irascibile, e ha un processo decisionale talmente donchisciottesco, che potrebbe ordinare un attacco con le armi nucleari completamente fuori dalla linea degli interessi nazionali degli Usa”.

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