Dal crollo dell’Unione Sovietica fino al 2014, la Russia ha subito un costante logoramento della sua sfera d’influenza. Durante questo periodo la Nato si è spinta sempre più in profondità in Est Europa e nella ex Jugoslavia. Alcuni Stati satellite si sono allontanati da Mosca e gli Usa hanno portato le proprie basi militari fin nel cuore dell’Asia centrale. Nel 2014, da ultimo, il Cremlino ha perso il controllo sull’Ucraina, pezzo molto importante sulla scacchiera. Ha reagito rabbiosamente con l’annessione della Crimea e la guerriglia separatista nel Donbass, anche a costo di subire salate sanzioni economiche internazionali. Il declino economico e geopolitico della Russia sembrava a quel punto un destino inevitabile. Ci troviamo invece, nemmeno quattro anni dopo la crisi ucraina, a commentare l’ascesa di Mosca sulla scena internazionale. Com’è potuto succedere?

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