La Convenzione è stata redatta per limitare le violenze sui beni artistici e per cercare di interrompere quella pratica millenaria
per la quale i vincitori dei conflitti portano in Patria, come bottino di guerra, i beni archeologici e artistici dai Paesi vinti.

Il saccheggio di Palmira è avvenuto sotto gli occhi inermi della comunità internazionale. Prima utilizzata dall’esercito lealista come base per le operazioni militari, questa meravigliosa città millenaria è stata poi conquistata dai militanti di Daesh. Spettacolari distruzioni di monumenti hanno nascosto il saccheggio e la vendita dei suoi beni archeologici, che oggi sono sulle piazze più fiorenti del mercato nero dell’arte: Londra, New York, Monaco di Baviera. Denaro occidentale in cambio della memoria dei popoli.

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