Sarà che tra il dire e il fare c’è di mezzo la campagna elettorale, sarà che anche in Italia si svolge una gara a chi è più “amico del popolo”, ma se prendessimo sul serio quel che si è detto prima del voto, il prossimo parlamento dovrebbe rimettere in discussione le strategie dei maggiori gruppi industriali. Più o meno tutte le forze politiche, in modi e con enfasi diverse, vogliono se non fermare almeno frenare l’internazionalizzazione avvenuta, in ritardo e a fatica, negli ultimi vent’anni.

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