Come ha fatto l’Islamic state (Is) a guadagnare così tanto potere in così poco tempo è noto. Ha sfruttato la destabilizzazione del Medio Oriente al fine di raggranellare più soldi possibili per le sue operazioni, e di conseguenza combattenti. Ma quello che non era ancora noto è come era l’Is al suo apice. Quali erano nel dettaglio le dinamiche interne, le strategie e, soprattutto, come ha fatto a vincere contro Al-Qaeda. C’è però una persona che ha provato a unire tutti i puntini. Si tratta di Ahmed Hashim, associate professor di Studi strategici della Rajaratnam School of International Studies. Nel suo The Caliphate at War: Operational Realities and Innovations of the Islamic State infatti racconta − per la prima volta − la genesi del Califfato.

Quello di Hashim è un libro frutto di anni di lavoro. È un’investigazione profonda e preziosa, con interessanti spunti su come evitare che le condizioni, che hanno portato alla nascita dell’Islamic state, si ripresentino. Sì, perché Hashim analizza e spiega quali sono stati tutti gli errori, alcuni evitabili altri meno, che sono stati commessi negli ultimi decenni, ma soprattutto dal 2011 in poi. Quando cioè il Califfato ha iniziato a guadagnare sempre più potere fino ad arrivare a essere il primo gruppo terroristico dell’area. Sfogliando le pagine emerge una domanda tanto legittima quanto pesante: era possibile fermare sul nascere il Califfato? Hashim non fornisce una risposta unitaria, ma offre diverse opzioni per il lettore. Tutte inquietanti.

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The Caliphate at War: Operational Realities and Innovations of the Islamic State

Ahmed S. Hashim

392 pagg

Oxford University Press
$29.95

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