Parlare di Anna Franceschini e il nucleare può sembrare a un primo impatto paradossale.


LEGGI ANCHE : Ci vuole energia per fare mining


Artista italiana (1979), già presente in diverse collezioni museali e private e vincitrice del Premio Fondazione Casoli e del MacroAmici Prize, nota per l’uso assai personale del mezzo filmico, osserva la realtà e gli oggetti con evidente distacco, dando così vita a una sorta di “sentimento straniante”.

Il suo riferimento è quasi sempre al cinema, eppure a livello metaforico e tematico, in alcuni lavori (IT’S ABOUT LIGHT AND DEATH (TO JOSEPH PLATEAU), 2011) l’artista prende ispirazione da fonti di energia, da una natura particellare quasi subatomica degli oggetti ripresi, in cui sembra di vedere con i propri occhi una reazione fisica luminosa e nucleare, una esplosione cosmica. In altri video la giovane artista concentra l’attenzione sul sole, il nostro grande serbatoio di energia pulita (DOPOSOLE, 2013 e AND NOW YOU PROMISE ME YOU’LL NEVER SET AGAIN, 2013), in contrasto con l’idea di un Nucleare sporco che tutti rifiutiamo... e allora lasciamo sempre all’arte il compito di farci sognare e agli artisti di farci immaginare un mondo diverso e magari migliore!

Nei lavori di Anna Franceschini pregni di sapori, di mistero, di suoni delicati, di lampi, di particelle cogliamo una suggestione e una trasfigurazione poetica anche quando si rapportano ad un tema così forte. E vale la pena seguire questa giovane artista italiana che continuerà a far parlare di sé.

Per continuare a leggere, acquista il pdf del numero.

Per abbonarti, visita la nostra pagina abbonamenti.