Dopo venticinque anni di attività, il Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (TPIJ) si avvia al pensionamento. In attesa della sentenza definitiva a Ratko Mladic, il generale serbo-bosniaco accusato per il genocidio di Srebrenica, la riconciliazione tra i paesi che sono succeduti alla Jugoslavia sembra ancora lontana. Ma perché la responsabilità di questo fallimento viene spesso fatta ricadere proprio al tribunale speciale?

“Qualcuno dirà che questa è una sentenza contro il popolo serbo. Il mio ufficio rigetta nel modo più assoluto questa interpretazione. La colpa è di Mladic e sua soltanto” affermava Serge Brammertz, il procuratore capo del TPIJ, dopo la sentenza di primo grado che nel novembre 2017 ha condannato all'ergastolo il “boia dei Balcani”.

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