Attribuire la responsabilità del riarmo nucleare in atto a Stati Uniti o Russia è come porsi il problema se sia nato prima l’uovo oppure la gallina. Ovviamente il tema ha origine dall’esito della Guerra fredda e dall’evaporare dello ‘Spirito di Pratica di Mare’ che aveva fatto intravvedere la possibilità di una cooperazione organica tra l’Occidente vincitore e una Russia faticosamente avviata a un recupero della propria consapevolezza nazionale. A posteriori si può dire che le avances per un ingresso nella NATO di Ucraina e Georgia (2008) hanno convinto Mosca che era invece in atto una strategia occidentale aggressiva, da contrastare con un sostanziale incremento delle capacità militari in tutti i settori, compreso quello nucleare. Bisogna al riguardo osservare che gli sforzi russi hanno dato risultati per certi versi sorprendenti che hanno portato dalle modeste prestazioni operative in Georgia nel 2008, all’efficienza ed efficacia ampiamente dimostrate in Siria negli ultimi due anni.

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