La docente dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health, da sempre impegnata nella protezione dei diritti umani, con un particolare riguardo sui migranti, ha appena pubblicato un volume che va a colpire dritto nel cuore, ma con una prospettiva analitica. La domanda che Bhabha si pone è lo stesso titolo del libro: Can We Solve the Migration Crisis? Già, possiamo risolvere le crisi migratorie, specie se queste sono forzate? La risposta è affermativa.


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Ed ecco qui l’ironia. Mentre in Italia, in Germania, in Polonia, in Austria, stanno vincendo le ideologie contrarie alle migrazioni, e ai migranti, Bhabha spiega che è possibile gestire ogni singola emergenza. È molta l’umanità che traspare dal libro nel descrivere le situazioni estreme che costringono, spiega Bhabha, 24 persone ogni minuto a cercare una nuova casa, lontano da guerra, miseria e futuro incerto. Sono 65 i milioni di individui che a oggi sono dovuti fuggire. E pensare di risolvere questa incredibile crisi migratoria con l’uso della forza è non solo inutile, ma anche controproducente. Sia per la loro società sia per la nostra.

L’integrazione inclusiva è la soluzione, mentre l’odio e la repressione non potranno far altro che alimentare sentimenti negativi. Anche perché, ricorda la Bhabha, siamo tutti stati emigrati o migranti rispetto a qualcun altro. Ed è stato proprio questo aspetto che ha reso il mondo che conosciamo, globalizzato e interconnesso, così forte.

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