Il Cyberspazio ha prodotto a livello planetario una vera trasformazione culturale e sociologica, soprattutto per quanto concerne il modo di pensare e di concepire le nostre esistenze. Il concetto stesso di “comunicazione” non è un semplice processo di trasmissione di “conoscenza”, ma è un nuovo modus vivendi in cui eventi reali e virtuali si intrecciano in intendi impulsum il cui filo logico sfugge persino a colui che ne è l’artefice. L’individuo è allo stesso tempo vittima e carnefice di questa rivoluzione psicologica e culturale. Le influenze sulla daily life di ogni individuo sono certamente attribuibili al cosiddetto isomorfismo di Internet (dal greco isos=uguale e morphé=forma), termine utilizzato in matematica per identificare una tipologia di applicazione tra oggetti matematici, ma che in questo caso va inteso come un processo di mappatura tra due ambienti complessi. Esso va interpretato come l’interazione, o la contrapposizione, ovvero le due realtà che contraddistinguono l’individuo digitale: la realtà reale e la realtà virtuale. L’isomorfismo tra le emozioni e le reazioni degli ambienti reali con quelli virtuali, sta producendo nell’individuo una condizione di sdoppiamento della personalità. Se è vero che la realtà reale è strettamente legata alle nostre percezioni, quella virtuale rappresenta la fabbrica dei nostri sogni, della nostra emotività, dei desideri che non riusciamo a realizzare. La realtà virtuale non è sottomessa ai vincoli e alle regole della vita reale. Un esempio in grado di facilitare la comprensione dello stato di libertà mentale che la Rete è in grado di elargire, è quello legato al concetto di disinibizione percepibile in Internet, e rappresentato dai seguenti elementi distintivi:


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  • Anonimato. È la garanzia dell’anonimato in Rete, che spesso conduce l’utente, quasi inconsciamente, ad assumere un atteggiamento dissociativo dalle proprie azioni. Il fenomeno, anche noto come anonimato dissociativo, assume un particolare rilievo da un punto di vista sociologico. Oscurare la propria identità, può consentire a chiunque di mostrarsi diverso da come è, accentuando (se non inventando) i propri aspetti positivi, e mascherando gli aspetti negativi o i difetti che potrebbero rivelarsi controproducenti agli occhi degli altri cybernauti;      
  • Invisibilità. L’impossibilità di accertamento dell’identità in Rete rende la comunicazione “impersonale” e ciò consente di non sentire gli effetti della comunicazione socio-relazionale diretta, che si ottiene grazie alla presenza fisica degli interlocutori;      
  • Asincronismo. L’asincronismo delle conversazioni virtuali permette la fruizione di un quantitativo di tempo superiore, sia per la costruzione delle domande che delle risposte. La conversazione risulta più accurata nella scelta dei termini e quindi sostanzialmente migliore per la comprensione e l’attenzione al significato delle parole. La mancanza del riscontro face to face, che introduce nel dialogo “messaggi” personali riconducibili alla fisicità degli individui (atteggiamenti, gesti, espressioni del viso), può falsare in maniera determinante la comunicazione on-line.  

Pertanto, il mondo virtuale rappresenta l’habitat ideale per la conduzione di attività di inganno e persuasione. Entrambe sono azioni che mirano a indurre deliberatamente un utente della rete ad assimilare una percezione diversa della realtà (sia virtuale che reale), o a spingerlo a compiere una determinata azione. Esse mirano al raggiungimento di uno scopo preciso: spingere un individuo a credere e fare ciò che vuole.

Nel Cyberspazio il processo di assimilazione automatica e inconsapevole dei molteplici elementi di condizionamento e inganno, rappresenta un autentico incubo per l’individuo. Questi elementi possono annidarsi all’interno dei consueti scenari virtuali cui siamo abituati e in cui sussiste una comunicazione chiara e non ambigua tra le parti (ad esempio nei social network), o in quei contesti in cui risulta esserci un'ampia preparazione sulla questione del contendere (forum), o addirittura in una condizione in cui si registra una particolare socievolezza e empatia (web e applicazioni di instant messaging come WhatsApp). Ma le trappole dell’’inganno, come anche quelle persuasive, possono nascondersi anche in quelle circostanze classificabili come sfavorevoli, oppure quando gli eventi si svolgono ad un ritmo troppo veloce e serrato, e persino quando il "rumore" prodotto dalle altre opinioni contrastanti o contraddittorie, provoca una condizione di confusione psicologica (un tipico esempio è dato dalla comunicazione politica online).

Da un punto di vista tecnico, per la conduzione di attività di cyber deception e cyber persuasion ci si affida solitamente ad azioni di social engineering, basate su strumenti e metodologie come il pretexting, il phishing, il baiting. Ma soprattutto nell’ultimo decennio un ruolo determinante è stato assunto dai social media come Facebook, Twitter, YouTube e Instagram, straordinari strumenti di condizionamento psicologico. Le tecniche di inganno e persuasione online agiscono sulla debolezza intrinseca del cosiddetto “human firewall”, ovvero il basso livello di preparazione degli utenti sulle possibili difese dai rischi e i pericoli del Cyberspazio.

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