Se si ascolta la retorica politica, Stati Uniti e Messico non sono mai stati così distanti: stranieri, invece di vicini di frontiera. Ma nella realtà i due paesi sono più connessi – e più interdipendenti – di quanto non si creda. In Vanishing Frontiers: The Forces Driving Mexico and the United States Together (PublicAffairs, pp. 320) Andrew Selee si immerge nella complessità delle relazioni messicano-statunitensi e ne restituisce un quadro completo, illuminante e lontano dagli stereotipi.

Attraverso le storie dei testimoni diretti, inclusa la sua, Selee – presidente del think tank Migration Policy Institute – racconta come l’immigrazione e il libero scambio abbiano trasformato i rapporti tra Stati Uniti e Messico. Si parte dalle città sorelle di San Diego e Tijuana, che formano un’unica area metropolitana e condividono un aeroporto. Si prosegue con gli imprenditori messicani che salvano le fabbriche in America. Con il cinema, lo sport e la cucina. Con i migranti messicani che rilanciano le piccole cittadine americane e con il milione di statunitensi espatriati che trasformeranno il Messico.

Oltre un ventennio di integrazione commerciale ha reso il Messico e gli Stati Uniti due partner imprescindibili in tanti campi, dall’economia all’energia alla cooperazione militare. Oggi hanno bisogno l’uno dell’altro. Vanishing Frontiers è una lettura obbligata per chi vuole capire il presente e il futuro di due nazioni indivisibili. Nonostante le tensioni, le difficoltà e la propaganda ostile.