L’Europa per la ricerca

Il 79 % dei progetti finanziati dal Consiglio europeo della ricerca ha portato a un importante progresso e il 19% a scoperte scientifiche fondamentali. È quanto emerge dall'ultima valutazione qualitativa, pubblicata lo scorso maggio sui progetti sostenuti dall’ERC, lo European Research Council.

Istituito nel 2007 per promuovere l’eccellenza nella scienza, l'ERC è il maggiore finanziatore della ricerca dell'Unione e fa parte di Horizon 2020, il programma quadro dell'Ue per la ricerca e l'innovazione. Nel 2017 sono stati premiati 269 ricercatori di 27 nazionalità diverse. A ricevere il maggior numero di finanziamenti sono stati i ricercatori inglesi (50), tedeschi (40) e francesi (29). Con l'apertura della nuova call per gli “Advanced Grant” a maggio 2018 sono stati messi a disposizione altri 450 milioni che supporteranno il lavoro di ricercatori esperti che perseguono studi innovativi, ad alto rischio e impatto, finalizzati ad un avanzamento delle frontiere della conoscenza.

Voto: 10 all’ERC, iniziativa strategica. 4 all’Italia, per non incoraggiare e formare i propri ricercatori

All’Austria la Presidenza di turno dell’Ue

Un’Europa che protegge è il motto del programma austriaco, per il semestre di guida del Consiglio europeo iniziato il 1 luglio, che segue quello della Bulgaria appena concluso. Le sfide austriache riguardano soprattutto l’immigrazione illegale e la protezione dei confini europei attraverso il potenziamento, in termini di mandato e risorse economiche di Frontex, l’agenzia che coordina le missioni di pattugliamento delle frontiere. Nel discorso pronunciato davanti al parlamento europeo, il cancelliere Sebastian Kurz ha detto che Schengen sarà possibile solo bloccando gli sbarchi e sorvegliando i confini esterni. Altri temi centrali del mandato austriaco saranno l’aumento della competitività tramite la digitalizzazione e la stabilizzazione dei rapporti di vicinato, con particolare attenzione ai Paesi Balcanici. A questi temi s’intrecceranno poi le discussioni sul bilancio dell’Unione per il periodo 2021-2027 e le altrettanto complesse questioni sulla riforma dell’Eurozona e sulla Brexit.

Voto: 8 al potenziamento di Frontex. Anche gli Austriaci hanno compreso che i problemi si risolvono solo potenziando le strutture comunitarie

Rinnovabili europee

Entro il 2030, le energie rinnovabili dovranno coprire almeno il 32% dei consumi finali di energia. Le istituzioni europee hanno raggiunto un’intesa sulle regole per aumentare l'uso di energia rinnovabile, con una clausola di revisione al rialzo nel 2023, per ricalibrare gli obiettivi in funzione dell’avanzamento della tecnica e dei risultati ottenuti.

L'accordo non si limita a promuovere la rivoluzione in corso, che vede eolico e fotovoltaico guadagnare quote sempre maggiori di mercato rispetto agli idrocarburi, ma coinvolge direttamente i cittadini incentivando l’autoproduzione di energia e garantendo a persone, autorità locali, piccole imprese o cooperative di produrre, consumare, immagazzinare e vendere le proprie energie rinnovabili, senza essere soggetti a tasse punitive o eccessiva burocrazia.

La direttiva infatti mette al bando le sanzioni introdotte da alcuni paesi che impedivano ai propri cittadini di partecipare alla transizione energetica, snellendo anche le procedure amministrative. L'accordo affronta il tema controverso delle biomasse introducendo criteri di sostenibilità nel loro utilizzo e poi fissa il traguardo di rinnovabili nei trasporti al 14%.

Si legge in una nota della Commissione ”l’accordo consentirà all’Europa di mantenere il suo ruolo di guida nella lotta contro il cambiamento climatico”.

Voto: 10 a un’Europa sempre più rinnovabile...

Trump sbaglia il surplus commerciale USA/UE 

FALSO Trump ha twittato l’8 giugno: “L’Ue ha un surplus commerciale con gli Usa di 151 miliardi di dollari”. È falso. Il surplus Ue è di 101 miliardi $. La cifra data da Trump è all’incirca il surplus dei soli beni, senza tener conto dei servizi (tecnologia, finanza e così via).

Gli ingressi illegali nella Ue sono crollati

VERO Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, in una lettera inviata ai governi Ue il 27 giugno, ha scritto: “Gli attraversamenti illegali dei confini Ue sono stati ridotti del 96% dal loro picco a ottobre 2015”. È vero. Secondo i dati Frontex, a ottobre 2015 avevano varcato illegalmente i confini Ue 433.620 migranti, il massimo degli ultimi anni. Nel maggio 2018 sono stati 13.516: il 96,9% in meno.

Salvini fa confusione sui migranti ricollocati da Parigi

FALSO Matteo Salvini ha dichiarato il 13 giugno che “la Francia si era impegnata ad accogliere 9.816 immigrati. In tre anni invece ne ha accolti 640”. Salvini confronta due dati diversi: 9.816 è la somma dei ricollocamenti che deve fare la Francia sia dalla Grecia che dall’Italia. Circa 640 è invece il numero dei migranti ricollocati dalla sola Italia, a fine giugno 2018, ma alla stessa data la Francia ha ricollocato anche 4.394 migranti dalla Grecia. Insomma, in realtà la Francia ha mantenuto circa metà dell’impegno stabilito per i ricollocamenti nel 2015.