Emissioni, auto tedesche nel mirino


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La commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager ha aperto un’indagine contro le grandi case automobilistiche tedesche per aver cospirato segretamente per rallentare lo sviluppo e l’introduzione di tecnologie in grado di ridurre le emissioni dei motori a benzina e a gasolio. Sotto accusa BMW, Daimler, Volkswagen, Porsche e Audi che rischiano multe plurimiliardarie. Se l’accusa fosse provata, i produttori tedeschi, secondo quanto afferma la commissaria europea, potrebbero aver negato ai consumatori l’opportunità di acquistare automobili meno inquinanti, nonostante fossero già in possesso di una tecnologia adeguata. Non è la prima volta che la Commissione interviene sull’argomento, nel 2016 aveva già inferto una multa salata ai produttori di camion: Daimler, Iveco, Volkswagen, Volvo, Renault, Daf, Scania avevano dovuto pagare complessivamente 3,8 miliardi di euro per essersi accordate per rinviare il montaggio di apparecchiature che riducessero l’inquinamento.

Voto: 0 alle aziende, se dovesse essere provato il dolo. E 10 alla Commissione europea per monitorare il rispetto della norma, compito principale di un’Autoritá.

I costi della Brexit

Secondo uno studio del think tank indipendente Center for European Reform, il voto a favore della Brexit ha causato all'economia del Regno Unito una perdita annuale di 26 miliardi di sterline. Sempre secondo lo stesso rapporto, l’economia britannica è cresciuta il 2,1 % in meno di quanto sarebbe cresciuta se al referendum avesse prevalso il remain. 

Il modello realizzato dal think thank ha rilevato infatti che le 22 economie più avanzate del globo sono cresciute del 5,2 % mentre il Regno Unito si è fermato al 3,1. Lo studio suggerisce inoltre che senza la Brexit, il deficit britannico sarebbe sceso allo 0,1% del Pil, consentendo il completamento della manovra di austerity in atto dal 2010.

A più di due anni dal referendum che decretò la vittoria del leave e a soli 6 mesi dall’uscita del Paese dall’Europa, fissata per il 29 marzo 2019, l’economia del Regno Unito non brilla. Resta ancora impossibile prevedere come finirà la Brexit: se si farà con un accordo, senza accordo o se addirittura ci sarà un nuovo referendum. 

Voto: 1 ai leader britannici, protagonisti di questa stupidaggine. 4 ai cittadini UK, per essersi fatti ingannare

Il referendum della Romania sulla famiglia

E’ fallito il referendum per dire no alle nozze gay in Romania. La costituzione del paese definisce il matrimonio come l’unione che si realizza tra due coniugi, senza menzionare il genere. La Corte suprema rumena aveva approvato la proposta di un referendum per definire invece il matrimonio come l'unione tra uomo e donna. La consultazione, che era stata convocata a seguito dell'iniziativa lanciata dalla Coalizione per la famiglia, non ha raggiunto il quorum necessario del 30% di votanti. A giugno, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito che uno Stato membro della Ue, sebbene possa decidere se riconoscere o meno le unioni tra persone dello stesso sesso, deve riconoscere le unioni realizzate in altri paesi dell'Unione e concedere ai propri coniugi gli stessi diritti di qualsiasi cittadino europeo. Alla sentenza si è arrivati proprio dopo il ricorso presentato da un cittadino rumeno e un cittadino statunitense, che si erano sposati in Belgio. La Romania ha abolito il reato di omosessualità nel 2001.

Voto: 9 alla Romania perchè ha abbassato il quorum per la validità dei referendum al 30%. Così, se non si raggiunge, non ci si potrà davvero lamentare...

VERO. L’Austria è tra chi accoglie più profughi

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha dichiarato che “l’Austria è fra i Paesi che hanno accolto più profughi". È vero. Il Paese è infatti quarto nella Ue per numero di richieste di asilo accolte in assoluto e secondo, dietro alla Germania, se si rapporta il dato alla popolazione.

FALSO. La Francia è il Paese che cresce meno

Il presidente del Senato francese Gérard Larcher ha affermato: “La realtà è che abbiamo la crescita più debole nell’area euro”. È falso. Nel 2017 la Francia è cresciuta del 2,2%, più di Belgio (1,7%) Italia (1,5%) e Grecia (1,4%), e tanto quanto la Germania. Secondo le previsioni, nel 2018 dovrebbe comunque crescere più dell’Italia e come il Belgio, e nel 2019 di nuovo più di Italia e Belgio.

VERO. Ha ragione Oettinger sul contributo italiano al bilancio Ue

Il commissario Ue al Bilancio Günther Oettinger ha detto che non è vero che l’Italia dà ogni anno 20 miliardi alla Ue, ma che “contribuisce con 14, 15, 16 miliardi in un anno. Se si tiene in conto ciò che riceve, il contributo netto è di 3 miliardi l’anno”. È un’affermazione imprecisa ma sostanzialmente corretta. Roma ha dato 12 miliardi nel 2017, 14 nel 2016 e 14,7 nel 2015. Considerati i miliardi ricevuti (9,8 nel 2017, 11,6 nel 2016 e 12,3 nel 2015), negli ultimi anni il saldo netto ha oscillato tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro.

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