eastwest challenge banner leaderboard

ECONOMIA

Editoriale

Per cercare di rappresentare gli effetti più radicali, e in prospettiva più duraturi, della crisi economica generata dal complesso mondo delle intermediazioni finanziarie globali, occorre guardare non tanto e non solo alla punta della piramide degli indici di borsa o dei grandi riassetti societari e manageriali, ma piuttosto alla dimensione del bios, delle persone. Non paia anomalo, da questo punto di vista, ricorrere alle categorie di un filosofo per ragionare su fenomeni concreti come gli effetti sulle persone del diffuso peggioramento delle performance del sistema economico. Credo infatti che gli scritti di Michel Foucault sulla biopolitica offrano un'efficace chiave di lettura dei processi in corso. Con il termine biopolitica il filosofo francese di Sorvegliare e punire alludeva alle modalità attraverso le quali il potere si insinua con processi microfisici non solo nei rapporti sociali ma anche nel bios. I corpi e le menti dei soggetti portano su di sé i segni della disciplina prodotta dai codici del potere politico, economico e sociale. Ovviamente Foucault, morto nel 1984, ha sviluppato la sua riflessione sulla normazione del bios all'epoca dei grandi luoghi concentrazionari ddel carcere, del manicomio, della grande fabbrica fordista, il tutto dentro il codice dello Stato nazionale novecentesco.
Aldo Bonomi
 

Paesi Cee: ripresa in famiglia

Il contesto macroeconomico maggiormente favorevole si è tradotto in una graduale normalizzazione delle condizioni finanziarie delle famiglie in tutta l’Europa centrale e orientale, dove la propensione al risparmio ha continuato a prevalere su quella al consumo.
Fabio Mucci e Marco Frigerio
 

Ma la banca scommette sui migranti

Indipendentemente dai motivi sottostanti al loro percorso migratorio e dalla durata della loro permanenza in Italia, i cittadini stranieri hanno bisogno di svolgere tutta una serie di attività oggi spesso possibili solo in presenza di un conto in banca. L'accesso ai servizi finanziari di base anche per accedere a servizi quali l'educazione, la sanità, la previdenza sociale. Ma come rispondono le banche, anche sulla base delle direttive Ue?
Costanza Bufalini
 

Dossier: New Global Governance

Crisi: le cause, gli effetti, gli insegnamenti
a cura di Vittorio Borelli
 

Imprese occidentali più prudenti sull’Est

Nel 1995 le varie economie dell'Est Europa, Russia inclusa, assommavano a circa un terzo delle dimensioni dell'economia tedesca. Oggi la dimensione di tali economie supera quella della Germania ed è simile a quella cinese.
Matteo Ferrazzi e Jessica Zanetti
 

Editoriale

L'economia risponde ai criteri delle scienze esatte? Da giurista che si occupa di cose economiche di sovente, negli interventi e nelle discussioni sulla crisi in corso, ho l'impressione che si proceda proprio da questo postulato.
Gustavo Visentini
 

Africa: safari a caccia di energia

Appoggio al regime di Mugabe nello Zimbabwe. Fornitura di armi al Sudan in cambio di petrolio. Invio di ingegneri e tecnici nel Darfur. La politica espansionistica della Cina in Africa prosegue senza andare troppo per il sottile. L'obiettivoèquello di anticipareun Occidente incerto e diviso nello sfruttamento delle risorse del continente africano. I risultati economicisembrano darle ragione, visto che nel 2008 gli scambi hanno superato gli 80 miliardi euro.
Giampietro Garioni
 

Quel Fondo che fa paura in Occidente

Si chiama China's Sovereign Wealth Found il primo fondo sovrano cinese. Che non si finanzia con riserve in valuta estera ma emettendo obbligazioni preferenziali al 4,5% di interesse. Ma questa non è l'unica anomalia che preoccupa i partner occidentali della Cina. Infatti l'enorme disponibilità di risorse spendibili...
Alessandro Arduino
 

Così a Pechino curano la crisi

Durante il mese di luglio, l'Ufficio Nazionale di Statistica ha confermato che l'incremento del Pil dal 6,1% nel primo trimestre è passato al 7,9% nel secondo trimestre 2009. Questo balzo di ben 1,8 punti percentuali in un periodo di recessione economica mondiale è indubbiamente imputabile alla celerità con cui la Repubblica Popolare di Cina ha implementato il proprio piano di stimolo economico. E tuttavia le incognite sono ancora tante.
Alessandro Arduino e Cristina Bombelli
 

Deaglio: c’era una volta la locomotiva Cina

Nella crisi Pechino ha reagito con grande efficacia. Non limitandosi a giocare sulla difensiva ma avviando almeno due grandi progetti di cambiamento strutturale: nel campo della infrastrutture e in quello della sanità. La Cina sta crescendo in nuove aree geografiche ed economiche. Ma non ci si può attendere che la Cina sia la locomotiva della ripresa occidentale.
Vittorio Borelli
 

Banche Cee:vince chi rischia

Le crisi finanziaria, economica e bancaria in corso stanno chiaramente modificando la forma, la struttura e il funzionamento del settore bancario in tutto il mondo, determinando un nuovo modo di fare banca. Livelli di capitalizzazioni più elevati, riduzione della leva finanziaria e del livello di rischio, efficienza e taglio dei costi, unitamente al ritorno alle tradizionali operazioni bancarie commerciali, sono diventati il nuovo mantra.
Fabio Mucci e Debora Revoltella
 

Zamperla: in giostra anche con i cinesi

Con un fatturato di 54,5 milioni di euro, una quota export pari al 98% e 350 dipendenti sparsi nel mondo, la Antonio Zamperla Spa di Altavilla Vicentina è uno dei primi produttori al mondo di giostre eattrazioni per i parchi di divertimento. Una storia di successo che il presidente Alberto Zamperla racconta in questaintervista esclusiva per east.
Antonio Barbangelo
 

Levoni: il sogno di quattro generazioni

Nel 2008 l'azienda mantovana ha fatturato 98 milioni con 390 dipendenti e ha fatto utili per più di 4milioni. La quota di esportazione è del 18%.  Sono numeri significativi in un settore dominato dalle multinazionali.  Ma ancor più significativo è il generale riconoscimento per la qualità del prodotto. Ne parla in questa intervista Nicola Levoni, pronipote del fondatore  Ezechiello.
Guido Vigna
 

Dalla metrica del denaro a quella del benessere

Una volta David Cameron, leader dei conservatori inglesi, dichiarò alla Bbc: "I politici dovrebbero chiedersi: In che modo possiamo essere certi che non ci limitiamo a migliorare le  condizioni economiche della gente, ma invece le diamo più felicità, rendiamo più stabili le comunità, la società più coesa?".
Richard Layard
 

La felicità? Abita in Danimarca

La società americana di ricerche Gallup ha colto pienamente l'importanza della misura della felicità non soltanto per il business, ma anche per le scelte politiche e nel 2008 ha prodotto il primo Annual Report sullo State of the World.  I cittadini di 144 Paesi sono stati interrogati su benessere individuale, situazione economica personale, salute, educazione, sicurezza, nonché sulla percezione delle istituzioni nazionali. Ecco un'ampia sintesi dei risultati. Con alcune clamorose sorprese.
Donato Speroni
 

Sarkozy chiede lumi a Sen, Stiglitz e Fitoussi

Nel febbraio del 2008 il presidente della Repubblica francese, Nicholas Sarkozy, deluso dall'attuale qualità delle informazioni statistiche riguardo all'economia e alla società, ha chiesto a Joseph Stiglitz, Amartya Sen e Jean Paul Fitoussi di dar vita a un organismo, in seguito denominato "Commissione per la misurazione delle prestazioni economiche e del progresso sociale” (Cmpeps). Gli obiettivi perseguiti sono stati: determinare i limiti del Pil, quale indicatore delle prestazioni economiche e del progresso sociale, e i problemi che comporta stimare i due fattori; considerare quali siano le informazioni supplementari necessarie a elaborare indicatori del progresso sociale più pertinenti; valutare la fattibilità di strumenti di misurazione alternativi ed esaminare come presentare in modo adeguato le informazioni statistiche.
Joseph E. Stiglitz
 

L’Istat censirà anche la povertà

Da Parigi, dove è stato Chief statistician dell'Ocse per più di otto anni, Enrico Giovannini ha progettato e organizzato le grandi iniziative internazionali per misurare il progresso, cioè la cosiddetta "statistica del XXIsecolo" e ha anche fatto parte della commissione Stiglitz incaricata dal presidente francese Nicholas Sarkozy di studiare "il superamento del Pil".
F.S.
 

La qualità del reddito vale di più

Per il Nobel Joseph Stiglitz, se anziché guardare al Pil pro capite si fosse guardato alla quantità di reddito che andava a vantaggio dell'americano collocato in posizione intermedia nellascala sociale ci si sarebbe accorti in tempo dell'impoverimento che preludeva all'esplosione della bolla immobiliare.  Ma il Pil mediano non fa parte della batteria di indicatori abitualmente diffusi dalla contabilità nazionale, quella branca della statistica che rielabora tutti i dati per produrre un sistema organico di conti collettivi.
Donato Speroni
 

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA