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Il Lenin nero del Donbass e altri protagonisti sulla stampa russa

 

Un cartello con il logo della Coppa del Mondo FIFA 2018 Russia vicino al Cremlino. REUTERS / Sergei Karpukhin
Un cartello con il logo della Coppa del Mondo FIFA 2018 Russia vicino al Cremlino. REUTERS / Sergei Karpukhin

L'impennata del Pil dopo “Rossija-2018” vale da solo la metà dell'ultimo quinquennio

Più della metà del Pil della Federazione russa, nel quinquennio 2013-2018, è derivato, all'interno del calcolo sommario, dagli introiti provenienti dal recente campionato del mondo di calcio Rossija-2018. Non inganni la bassa percentuale totale dei cinque anni, 1% pari a 952 miliardi di rubli: più della metà infatti coincide col periodo 2017-2018, quando si era nel pieno della realizzazione delle infrastrutture per l'evento sportivo. A rendere pubbliche le cifre del discreto successo è stato il comitato organizzatore stesso di Rossija-2018, scrive il giornale economico Vedomosti. Ancora più che a Mosca o S.Pietroburgo, il saldo positivo è stato registrato nelle regioni organizzatrici dell'evento dove il Pil locale è oscillato tra il 2 e il 6% fino a raggiungere addirittura il 20% a Kaliningrad.

Questioni di frontiera: Cecenia e Inguscezia tra proclami e malumori ridefiniscono pezzi di confine tra le due repubbliche

Proteste, picchetti, meeting e poi alla fine si è arrivati ad un accordo: la frontiera tra le repubbliche della Cecenia e dell'Inguscezia è stata ridefinita dai due presidenti, Kadyrov e Ben-Evkurov ed è ora entrata v silu, è diventata effettiva. Il patto prevede uno scambio di territori: la Cecenia cederà agli ingusci una parte della regione Nadterechnij mentre Kadyrov ha portato a casa l'area boscosa e naturalistica di Sunzhenskij. I precedenti confini erano stati istituiti dai due ex-presidenti, Dzhokhar Dudaev (Cecenia) e Ruslan Aushev nel 1993. I due attuali capi delle due repubbliche - che, lo ricordiamo, fino al '91 erano unite - salutano questo accordo come un ulteriore passo verso la “fratellanza tra i due popoli”. Chi ha protestato invece sul versante dell'Inguscezia parla di fregatura e lamenta di non essere stato neppure ascoltato, visto che non c'è stata alcuna consultazione popolare. Su Ria Novosti

La Chiesa ortodossa tra anatemi e scomuniche: divieto totale per i russi di pregare al di fuori delle chiese ammesse dal Patriarcato di Mosca

Qualunque fedele della Chiesa russa ortodossa che venga scoperto a pregare o prendere la comunione o altra attività confessionale in una delle chiese che fanno riferimento al Patriarcato di Costantinopoli verrà punito con sanzioni che andranno dal pentimento nella confessione fino alla scomunica per i sacerdoti e i prelati che verranno meno all'ordine: “l'anatema” è stato pronunciato dal segretario per i rapporti esterni del patriarcato di Mosca, l'arciprete Igor' Jakimchuk. La recente, durissima disputa tra Mosca e Kiev via Patriarcato di Costantinopoli è già un caso politico più che religioso. Alcuni giorni fa, infatti, il Patriarcato di Costantinopoli ha dato il via libera al metropolita ucraino, Filarete per il riconoscimento definitivo dalla Chiesa di Mosca, mettendo così un altro tassello (politico) sul percorso della indipendenza più assoluta tra Ucraina e Russia. Jakimchuk ha anche indicato i luoghi dove il suo niet andrà particolarmente osservato. Nella lista nera ci sono infatti i templi di Istambul, in quelli dell'Antalia e in una serie di luoghi di culto della Grecia e poi anche Creta e il Dodecanneso, Rodi in particolare. Ne parla il Moskovskij Komsomolets

Russia: le sanzioni Usa fanno bene all'economia, dice il WSJ

Sorpresa: le sanzioni Usa contro la Russia e l'Iran fanno bene all'economia russa. Non lo dice qualche organo di propaganda del Cremlino ma l'autorevolissimo Wall Street Journal. Come riportato dal sito d'informazione russo Vzgljad, secondo il giornale economico pubblicato negli Stati Uniti i provvedimenti restrittivi verso Teheran hanno portato ad un aumento del prezzo del petrolio pari al 14% novità questa che ha permesso agli esportatori russi delle holding Rosneft e Lukojl di aumentare i profitti fino al 56% e 39% rispettivamente. In più, l'indebolimento del rublo del 14% ha favorito la concorrenza dei prodotti russi sul mercato. Il combinato disposto tra l'aumento del prezzo del petrolio e l'indebolimento della valuta interna, dal punto di vista della prospettiva di bilancio, è due volte positivo, dicono gli esperti della compagnia di investimenti Aberdeen Asset Management.

Neri di Russia: muore in discoteca il giovane principe nigeriano. Nel Donbass combatte il “Lenin nero”

È morto giovane e d'infarto, ballando in discoteca, il principe nigeriano Gabriel Segun Adzhayy, detto Paul come lo chiamavano tutti a Cerepovets, la cittadina della regione di Vologda dove si era rifugiato anni fa, fuggito dalla Nigeria dove, a suo dire, avevano tentato di fargli la pelle. Si era anche sposato, Paul. Con una donna di vent'anni più grande di lui - e che non conosceva l'inglese -, una ex-poliziotta conosciuta a Dubai, dove era approdato prima di andare a vivere in Russia. Segun Adzhayy, come riporta la Ria Novosti, pur essendo l'erede al trono di una delle tribù che compongono la Nigeria, in Russia si era adattato a fare di tutto: pur essendo diplomato in informatica, aveva fatto il trattorista e poi il tecnico di quelli che ti vengono a casa per installarti la scatoletta del router per internet. È morto ballando, lasciando un grande ricordo tra i suoi amici russi e sua moglie. Altra storia è quella di un altro tiomnokozhij (uomo dalla pelle nera) in Russia. Nato in Lettonia da famiglia di origine ugandese, Ayo Benes ha le idee chiare: è comunista, socialista, bolscevico e separatista nel senso del Donbass. Combatte, infatti, a fianco dei filo-russi nella regione in conflitto da anni contro Kiev e ha conquistato il soprannome di “Lenin nero”. Ne ha parlato qualche giorno fa la Novaja Gazeta. È convinto che mai e poi mai il Donbass debba tornare nello statuto dell'Ucraina e per questo, per le posizione che lui ritiene “troppo morbide” da parte di Mosca sulla vicenda, è spesso critico anche con il Cremlino.

@giancarlocastel

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