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Editoriale


Ancora una volta, la Francia è al centro della storia europea, di nuovo arbitro delle sorti del processo di integrazione. Tra qualche settimana quasi sessanta milioni di francesi si pronunceranno sulla ratifica della Costituzione. L’alternativa è secca: sì o no, dentro o fuori.

Ancora una volta, la Francia è al centro della storia europea, di nuovo arbitro delle sorti del processo di integrazione. Tra qualche settimana quasi sessanta milioni di francesi si pronunceranno sulla ratifica della Costituzione. L’alternativa è secca: sì o no, dentro o fuori.

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