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Editoriale


Non vi è certamente alcun dubbio sul fatto che l’Unione Europea si trovi alle prese con una grande crisi istituzionale. Il rifiuto dei francesi e degli olandesi di accettare la bozza di costituzione, il fallimentare vertice UE tenutosi in giugno e l’acceso dibattito sul budget europeo, tutti questi fattori indicano chiaramente l’esistenza di una crisi. È possibile che i fermenti politici abbiano effetti sul processo di fusione delle società transfrontaliere e impediscano la formazione di validi “protagonisti europei”?

Non vi è certamente alcun dubbio sul fatto che l’Unione Europea si trovi alle prese con una grande crisi istituzionale. Il rifiuto dei francesi e degli olandesi di accettare la bozza di costituzione, il fallimentare vertice UE tenutosi in giugno e l’acceso dibattito sul budget europeo, tutti questi fattori indicano chiaramente l’esistenza di una crisi. È possibile che i fermenti politici abbiano effetti sul processo di fusione delle società transfrontaliere e impediscano la formazione di validi “protagonisti europei”?

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