Elezioni in Tunisia: domenica al voto per scegliere il Presidente della Repubblica


Moncef Marzouki o Beji Caid Essebsi. Il primo ha ottenuto il 33,43% dei consensi al primo turno, e nel caso di vittoria, succederebbe a se stesso. Il secondo, che al primo turno ha raggiunto il 39,46%, ha già vinto le politiche di ottobre e nella partita di domenica prossima è ancora una volta favorito.

Moncef Marzouki o Beji Caid Essebsi. Il primo ha ottenuto il 33,43% dei consensi al primo turno, e nel caso di vittoria, succederebbe a se stesso. Il secondo, che al primo turno ha raggiunto il 39,46%, ha già vinto le politiche di ottobre e nella partita di domenica prossima è ancora una volta favorito.

 

A man walks past election posters of presidential candidates in Tunis December 16, 2014. Tunisia will hold the run-off of its first democratic presidential election on December 21, between incumbent Moncef Marzouki and Beji Caid Essebsi, veteran leader of secularist party Nidaa Tounes, electoral authorities said last week. REUTERS/Zoubeir Souissi

Saranno cinque milioni i tunisini che il 21 dicembre si recheranno alle urne per scegliere il presidente, mentre i residenti all’estero voteranno per tre giorni dal 19 al 21.

I toni della campagna elettorale per il ballottaggio hanno vibrato su corde tese, a tratti aspre, fino a raggiungere le cadenze dello scontro personale, più che politico.

La battaglia tra Marzouki ed Essebsi soprattutto in questi ultimi giorni si è ridotta a una contrapposizione superficiale tra il candidato “islamico” e quello di “vecchio regime”, giusto per evocare i due spettri di cui la Tunisia ha più timore: l’Islam nella versione più radicale e la politica di ancien régime. Nella visita di ieri a El-Kalaat Andalous, cittadina a ovest di Tunisi, Marzouki ha invitato le persone accorse ad ascoltarlo a votare per lui, per non vanificare gli sforzi della rivoluzione e impedire il ritorno del passato. Chi voterà per lui, dunque, lo farà per salvaguardare la memoria della rivoluzione e impedire che gli uomini di Ben Ali, arruolati da Nidaa Tounes, tornino al governo.

Ma Essebsi respinge le accuse al mittente: i vecchi funzionari presenti nel suo partito non sono mai stati coinvolti in scandali di abusi o corruzione, al massimo sono una garanzia di esperienza politica. Il voto per lui sarà dunque un voto per una Tunisia laica e moderna, commentano alcuni analisti, per i quali “Essebsi ha rassicurato laddove Marzouki ha inquietato”.

Ma la vittoria dell’uno o dell’altro è anche e soprattutto un gioco di equilibri politici. Non ha giovato al clima di tensione elettorale l’atteggiamento ambiguo del partito Ennahda, che non si è espresso a favore né dell’uno né dell’altro.

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