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Esposizione universale, finestra sul futuro

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Eventi internazionali della durata di 6 mesi le Esposizioni universali sono manifestazioni di natura non commerciale, mirate a creare una piattaforma per un dialogo internazionale tra i cittadini, i paesi e le istituzioni intorno a un tema d’attualità e d’interesse universale.

Ogni Expo lascia spesso alla città che la ospita monumenti memorabili, come la Torre Eiffel a Parigi, l’Atomium a Bruxelles o lo Space Needle a Seattle. È anche un’opportunità per cambiare il volto della città, migliorare la qualità della vita, attirare più turisti.

Le Esposizioni di Shanghai, Lisbona, Brisbane e tante altre hanno lasciato in eredità quartieri moderni, nuove infrastrutture, parchi e musei. Vi è anche un’eredità immateriale che le Esposizioni regalano al futuro. 

Rispetto alle prime edizioni sono cambiate forme e modalità. L’Expo rimane una vetrina delle novità più importanti ma ha focalizzato l’attenzione verso lo studio e la comprensione dei grandi temi dell’umanità. Basti pensare alle Esposizioni di Saragozza, Yeosu e Shanghai i cui temi erano rispettivamente legati all’acqua, agli oceani e alla qualità della vita nelle metropoli, per arrivare a Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita di Expo Milano 2015, che affronta il problema della nutrizione nel rispetto della Terra, e Astana 2017, il cui tema sarà l’Energia del futuro.

Le Esposizioni sono gestite dal Bureau International des Expositions (BIE), organizzazione internazionale intergovernativa fondata nel 1928 tramite la Convenzione di Parigi, alla quale aderirono inizialmente 31 paesi, e composta oggi da 168 Stati membri.

L’avvio del BIE risale al 1931, e ad oggi, vanta oltre 50 Esposizioni. La missione è garantire la qualità delle Expo e i diritti degli organizzatori e dei partecipanti. Tra il 1851 e il 1928, regnava di fatto l’anarchia nell’organizzazione di questi eventi, che si moltiplicavano senza regole. L’idea di regolare le World Fairs sorse a Parigi nel 1867, ma non vide la luce fino alla fine del primo conflitto mondiale.

Grazie all’ultimo protocollo aggiuntivo della Convenzione, entrato in vigore nel 1996, l’attuale classificazione prevede due tipi di Expo: l’Esposizione universale, ogni 5 anni e che può durare fino a 6 mesi; i partecipanti costruiscono i propri padiglioni, con un tema generale. Diversa è l’Esposizione internazionale, che non dura più di 3 mesi; l’organizzatore costruisce i padiglioni e li affitta ai partecipanti, caratterizzata da un tema specializzato.

L’Italia ha partecipato alle Esposizioni fin dal 1851 e ha ospitato varie Expo universali e internazionali: la prima nel 1906 a Milano, seguita da Torino 1911, Roma 1953, Napoli 1954, Torino 1955 e 1961, Genova 1992 (nella foto). Le World Fairs, nate nel 1851 come eventi grandiosi per presentare i nuovi prodotti industriali (il telefono, la macchina da scrivere, l’ascensore), per promuovere l’immagine, la cultura, lo sviluppo del Paese organizzatore, erano intrinsecamente collegate alla Rivoluzione industriale. Dal 1972, le Expo focalizzano il loro obiettivo sull’educazione, sui temi di maggior preoccupazione per la comunità internazionale. Nel corso del XXI secolo l’interesse mondiale è cresciuto, col costante aumento di visitatori: Hannover 2000 (19 milioni), Aichi 2005 (22 milioni), Shanghai 2010 (73 milioni, di cui però ben 72 cittadini cinesi). Oggi le Esposizioni sono diventate un luogo per il dialogo internazionale, per la diplomazia pubblica e per la cooperazione tra gli Stati, gli obiettivi originali sarebbero fuori contesto. Il progresso e l’innovazione procedono a un ritmo più veloce di Expo e la comunicazione è sempre più immediata e specializzata.

L’Expo fornisce piuttosto un’istantanea delle risorse e dello stato del mondo in un momento particolare, al fine di aiutare il pubblico a capire le prospettive future. Non è un caso che i temi delle Expo del XXI secolo fanno riferimento alle priorità stabilite dalla comunità internazionale.

Dal 2000, i principali ordini del giorno delle Nazioni Unite hanno guidato la selezione dei temi Expo: la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro 1992 ha ispirato i temi di Expo Hannover 2000,Umanità, Natura, Tecnologia, Aichi 2005, La saggezza della natura, Saragozza 2008, Acqua e Sviluppo sostenibile, Shanghai 2010, Città migliore, vita migliore, Yeosu 2012, Costa e Oceani che vivono. Milano 2015, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, è impegnata a promuovere la campagna delle Nazioni Unite per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio. 

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