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Etiopia frammentata e instabile


I recenti scontri nella regione Amhara mostrano come l’Etiopia sia ancora molto lontana dal raggiungimento di una stabilità, ma anche quanto gli equilibri politici stiano cambiando all’interno del Paese.

Sembrano non avere fine le tensioni e i conflitti interni all’Etiopia. E i passi avanti fatti nella pacificazione di una parte del Paese e con una specifica componente etnica non sembrano portare a un miglioramento della situazione generale, anzi: questi provocano piuttosto uno spostamento delle tensioni verso una nuova area, con il coinvolgimento di nuovi attori.

Si tratta di una dinamica che era già emersa negli ultimi mesi, dopo che il 2 novembre 2022 il governo di Addis Abeba e i rappresentanti del Tigray avevano firmato l’accordo di Pretoria, mettendo fine al conflitto che aveva devastato la regione settentrionale del Paese nei due anni precedenti. Il trattato era stato salutato a livello internazionale come un passo cruciale verso la pace in Tigray e, più in generale, verso la stabilizzazione dell’Etiopia. Ben presto, però, erano emerse importanti difficoltà. All’esterno, innanzitutto, con le reticenze dell’Eritrea ad abbandonare il territorio tigrino. Ma anche all’interno dell’Etiopia stessa, con la crescita dell’insofferenza e degli scontri nelle regioni abitate dalle componenti Amhara e Oromo.

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