spot_img

Eurostar al centro della disputa Francia-Regno Unito


Eurostar, il servizio ad alta velocità che collega Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Londra, rischia il fallimento. Ma il Regno Unito non sembra intenzionato a salvare un'azienda in gran parte francese

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore e Aspenia. Si occupa di Messico e Nord America.

Un pannello informativo è esposto al terminal dell'Eurostar alla stazione ferroviaria Gare du Nord di Parigi, Francia, 23 dicembre 2020. REUTERS/Benoit Tessier

Insistere sull’appartenenza del Regno Unito all’Europa – anche se non più all’Unione europea –, quasi a voler sottolineare l’inevitabilità dei legami politici ed economici, è un aspetto centrale della geopolitica francese. Ma non significa che le cose tra i due Paesi filino sempre lisce, anzi. Parigi, ad esempio, aveva tenuto una linea dura nei negoziati per l’accordo su Brexit per impedire a Londra di strappare condizioni particolarmente vantaggiose.

Francia e Regno Unito si ritrovano adesso a discutere di un altro accordo, che non riguarda il commercio ma un collegamento ferroviario. Eurostar, il servizio ad alta velocità che congiunge Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Londra, passando attraverso il canale della Manica, è in grave crisi a causa della pandemia di coronavirus, che ha ridotto al minimo gli spostamenti. Svuotando, di conseguenza, le casse della compagnia.

La crisi di Eurostar

Eurostar rischia il fallimento. Jacques Damas, amministratore delegato di Eurostar International Limited, ha detto all’agenzia di stampa Agence France-Press che “la catastrofe è possibile”, forse già in primavera: “senza ulteriori finanziamenti da parte del Governo, c’è un rischio reale per la sopravvivenza di Eurostar”. Il Guardian scrive che il numero di passeggeri trasportati da una parte all’altra del canale della Manica è crollato di oltre il 95% rispetto ai livelli pre-pandemia. Le tratte Londra-Parigi e Londra-Bruxelles sono servite da un solo treno al giorno. Il New York Times aggiunge che il 90% circa dei dipendenti di Eurostar è in aspettativa.

Il Ministro dei Trasporti francese, Jean-Baptiste Djebbari, ha fatto sapere che lo Stato “sarà al fianco di Eurostar per mantenere questo collegamento strategico” tra la Francia e il Regno Unito. Ha detto anche che Parigi sta lavorando con Londra alla definizione di “meccanismi di aiuto, proporzionali alla partecipazione di ciascuno in Eurostar”.

La maggioranza – il 55% – di Eurostar è posseduta dall’azienda ferroviaria pubblica francese Sncf. Il Belgio, attraverso la società di trasporti Nmbs, detiene il 5%. Mentre il Regno Unito ha venduto la sua quota del 40% ad una serie di investitori internazionali nel 2015.

Il Dipartimento per i trasporti britannico assicura che continuerà a discutere della situazione finanziaria di Eurostar con il Governo francese. Un accordo tuttavia non è ancora stato raggiunto. La compagnia, nel frattempo, è avviata alla bancarotta.

Le resistenze e la geopolitica

Nel motivare la richiesta di aiuto ai Governi di Francia e Regno Unito, Eurostar International Limited – che ha sede a Londra – ha insistito sui benefici ambientali del treno. Rispetto a quelli su strada (73%), aria (13%) e mare (11%), gli spostamenti su ferrovia sono infatti responsabili di quantità molto più basse di emissioni di gas serra (1,6%) all’interno del settore dei trasporti europeo. Merito dell’alto grado di elettrificazione dei treni. Non a caso, le ferrovie giocano un ruolo importante nel piano della Commissione europea per il raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030 e al 2050.

In questo periodo di crisi, le società ferroviarie statali hanno effettivamente ottenuto grosse somme dai Governi: la francese Sncf, ad esempio, ha ricevuto un’iniezione di capitali per 4 miliardi di euro. Eurostar però è un operatore indipendente, e in quanto tale non può accedere agli aiuti diretti in Regno Unito.

Inoltre, a Londra potrebbero esserci resistenze al salvare un’azienda posseduta in maggioranza dai francesi, anche se contribuisce all’occupazione e all’economia britannica con 800 milioni di sterline l’anno: così sostiene Huw Merriman, del Partito conservatore. Parigi, dal canto suo, può attaccarsi all’argomentazione contraria: Eurostar ha sede in territorio britannico, quindi il contributo francese per il salvataggio deve essere limitato.

Tra le due parti, tuttavia, quella che appare più preoccupata per la sorte di Eurostar e più pronta a impegnarsi è la Francia. Per ovvie motivazioni economiche e politiche, ma c’è anche un aspetto simbolico e geopolitico. L’Eurostar incarna il messaggio di Parigi a Londra: il Regno Unito è un’isola, ma è legata – anche da una linea ferroviaria – all’Europa continentale.

- Advertisement -spot_img

Ue, i cantieri della Difesa europea

Cuba, la sopravvivenza della Revolución

Usa-Russia, faccia a faccia tra i capi delle Forze armate

Unione europea: miti e leggende