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Filmare la fede degli atei


Riprendere ciò che manca è una sfida. Benché la nomina, nel marzo scorso, dell’argentino papa Francesco sembri aver rafforzato la posizione della Chiesa cattolica in Europa, senza dubbio la maggioranza di chi ha meno di cinquant’anni sosterrebbe che il Vecchio Continente è sempre più ateo o, al massimo, agnostico.

Riprendere ciò che manca è una sfida. Benché la nomina, nel marzo scorso, dell’argentino papa Francesco sembri aver rafforzato la posizione della Chiesa cattolica in Europa, senza dubbio la maggioranza di chi ha meno di cinquant’anni sosterrebbe che il Vecchio Continente è sempre più ateo o, al massimo, agnostico.

Si tratta di una deriva interessante – anche se in parte compensata dal flusso di immigrati provenienti da nazioni più religiose – nel senso che è un fenomeno che si basa su un’assenza: solitamente si dice che una persona “non è credente” piuttosto che atea, e l’ateismo in sé è definito come l’assenza di fede in qualsiasi genere di dio o divinità.

Parlando più nello specifico di film che propongono una riflessione su ciò che avviene nel mondo di oggi, ci sono innumerevoli pellicole che analizzano ciò che sta accadendo in Europa ma, fatto strano, praticamente nessuna sull’ateismo, proprio perché si tratta di un tema così invisibile.

Dal punto di vista dello sceneggiatore, l’ateismo ha pochi spunti drammatici: l’assenza di fede non può, per esempio, ispirare una crisi religiosa e, se il protagonista decide di diventare ateo, o un ateo comincia a convincersi che forse ci potrebbe essere qualcuno là fuori, a quel punto il film avrà come oggetto la religione tanto quanto l’ateismo.

È improbabile che il titolo “Ateismo” verrà mai girato e, soprattutto, non potrà mai essere una fiction. Ma un fenomeno ancora più strano è che altre pellicole recenti sembrano parlare di religione e abbracciarla, invece a ben guardare sono incentrate su altri temi. Un esempio calzante di questa tendenza – e anche un ottimo film – è Ida, del regista Pawel Pawlikowski, polacco residente in Gran Bretagna che gira per la prima volta nella sua lingua madre.

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