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ITALIA CHIAMA EUROPA

Fincantieri: slitta la fusione con i Francesi

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Fincantieri e Chantiers de l’Atlantique hanno prorogato di un mese la firma dell’accordo. La Commissione Ue teme che la fusione possa concentrare di più il mercato, riducendo la concorrenza

I cantieri navali di Fincantieri partecipano alla cerimonia della Sea Side Coin nei cantieri navali di Monfalcone, vicino Trieste, nel nord Italia, 21 aprile 2016. REUTERS/Alessandro Bianchi

La Francia ha concesso una proroga di un mese per il raggiungimento dell’accordo tra Fincantieri e Chantiers de l’Atlantique (nota in passato come Stx France), annunciato nel 2017. Entrambe le società operano nel settore della cantieristica navale: la prima, italiana, è controllata dal Ministero dell’Economia, la seconda dal Governo francese. L’acquisizione, da parte di Fincantieri, della maggioranza (50 + 1%) delle azioni di Chantiers de l’Atlantique si sarebbe dovuta concludere entro il 31 dicembre scorso, pena la scadenza dell’offerta.

L’indagine della Commissione europea

L’ennesima proroga – accettata dalla parte italiana – servirà a dare tempo a Bruxelles di concludere l’indagine antitrust aperta nell’ottobre 2019.

La Commissione europea teme infatti che la fusione tra le due aziende – la commissaria Margrethe Vestager le ha definiteleader globali” nel loro settore – possa “concentrare” ulteriormente il mercato, riducendo la concorrenza e facendo aumentare i prezzi delle navi. Fincantieri è già il più importante costruttore navale d’Europa e Chantiers de l’Atlantique è il suo principale rivale. In caso di fusione, nel continente europeo rimarrebbe un solo competitor: la tedesca Meyer Werft.

Per i Governi di Parigi e (soprattutto) Roma, però, l’unione di Fincantieri e Chantiers de l’Atlantique permetterebbe di creare un mega-gruppo europeo in grado di competere al meglio sui mercati internazionali, che sembrano del resto tendere verso l’oligopolio.

In Cina – un Paese che l’Unione considera un partner, ma anche un avversario economico – i due maggiori costruttori navali Cssc e Csic si sono fusi in un’unica entità dalla quota di mercato pari a un quinto circa del totale mondiale. Il leader assoluto nella costruzione navale, la sudcoreana Hyundai Heavy Industries, ha a sua volta intenzione di fondersi con la concorrente locale Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering.

L’Europa e i campioni industriali

L’unione di Fincantieri e Chantiers sembra essere in linea con le ambizioni geopolitiche dell’Unione europea e con il concetto di “autonomia strategica”. Benché appaia a volte un po’ fumoso, il termine si riferisce in sostanza alla volontà dell’Europa di rafforzare le proprie industrie e ridurre la dipendenza dall’estero nei settori più strategici, come la tecnologia e la difesa.

Le mosse di Bruxelles non sono tuttavia state sempre coerenti con questa visione. La Commissione si dice ad esempio a favore di “campioni industriali” europei competitivi a livello globale, ma precisa che la loro creazione dovrà avvenire nel rispetto delle regole della concorrenza e non attraverso favoritismi o sussidi vari. L’accordo Fincantieri-Chantiers non è peraltro l’unico a essere stato bloccato: è noto il veto del 2019 alla fusione tra Siemens e Alstom – tedesca la prima, francese la seconda –, che avrebbe creato il più grande operatore industriale del settore ferroviario in Europa, nonché uno dei maggiori al mondo.

Anche in quel caso, Vestager sostenne che l’unione delle due aziende avrebbe comportato costi più alti per i consumatori e minori stimoli all’innovazione. Sulla questione Fincantieri-Chantiers disse invece, a giugno, che misurarne l’impatto sul mercato è complicato e avrebbe richiesto del tempo. L’indagine è ferma dallo scorso marzo.

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L'AUTORE

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore e Aspenia. Si occupa di Messico e Nord America.
GUALA