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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Focac: al via il summit sulle relazioni Cina-Africa

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Focac: Cina e Africa aprono oggi il summit sul Covid in via eccezionale. L’incontro, in modalità virtuale, vuole anche riempire il vuoto lasciato dagli Usa nel continente africano

Focac, Cina-Africa: parte oggi il summit sul coronavirus. Bambini cinesi tengono bandiere durante una prova prima dell'apertura del Forum sulla cooperazione Cina-Africa (Focac), Pechino, Cina, 3 settembre 2018. Come Hwee Young/POOL Via REUTERS

Bambini cinesi tengono bandiere durante una prova prima dell’apertura del Forum sulla cooperazione Cina-Africa (Focac), Pechino, Cina, 3 settembre 2018. Come Hwee Young/POOL Via REUTERS

Inizia oggi il summit Focac, Forum on China-Africa Cooperation. L’evento odierno è stato organizzato in via del tutto eccezionale per far fronte alla diffusione del coronavirus nel continente africano, di interesse strategico per Pechino. Nel corso degli ultimi anni, il Partito comunista cinese ha sempre più rafforzato i legami con i Paesi africani, diventando punto di riferimento a livello internazionale. La Cina è il primo partner commerciale dell’Africa dal 2009, anno nel quale ha superato gli Stati Uniti: nel 2019 gli scambi tra i due partner, secondo i dati del Ministero del Commercio cinese, sono arrivati a 208 miliardi di dollari.

L’ammontare degli aiuti agli Stati dell’Africa, intenti a fronteggiare un numero in forte crescita dei contagi da Covid-19, è pari — e con frequenza mensile — a 30 milioni di kit per i test, 10mila respiratori e 80 milioni di mascherine. Questi numeri si sommano ai progetti del framework Belt and Road Initiative, ritenuto dagli analisti il progetto geopolitico più importante della storia.

A febbraio, il Segretario di Stato Mike Pompeo ha stigmatizzato il masterplan cinese, mettendo in guardia i Paesi che vi aderiranno: “Dovrebbero essere prudenti quando si interfacciano con regimi autoritari e le loro promesse senza sostanza”, aggiungendo che i prestiti del Pcc finalizzati alla realizzazione di grandi infrastrutture spingono le nazioni più povere ad addebitarsi ancora di più.

La Cina, attiva negli aiuti per far fronte alla pandemia, ha dovuto rispedire al mittente le accuse di Washington sui presunti secondi fini di carattere geopolitico. Il Ministro degli Esteri Wang Yi ha affermato che “noi cinesi siamo sempre pronti a rispondere con atti di amicizia e gentilezza. Quando i nostri amici sono in difficoltà, non ci tiriamo mai indietro. Solo quando il virus si estinguerà in tutti gli Stati — ha continuato Wang — potremo dire di aver realmente vinto”.

Il summit straordinario, proposto congiuntamente da Cina, Sudafrica, Unione Africana, Senegal e Focac, sarà tenuto in modalità virtuale e sottolinea ancora una volta la volontà cinese nell’implementazione del multilateralismo, principio abbandonato dagli Usa con le politiche del Presidente Donald Trump. Pechino ripone sempre più attenzione negli organismi internazionali: non è un caso la partecipazione all’evento di António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite e di Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Oms come ospiti speciali.

Come affermato dal portavoce del Ministero degli Esteri Zhao Lijian, il summit “non solo consoliderà il consenso delle parti sulla solidarietà contro il virus e promuoverà lo sviluppo dei rapporti Cina-Africa, ma rafforzerà il multilateralismo e la cooperazione internazionale per sconfiggere il Covid-19. La Cina — continua il portavoce del dicastero degli Esteri di Pechino — è pronta a lavorare insieme agli altri partecipanti per il successo del summit”.

@melonimatteo

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