Fondi neri in Svizzera, ora iniziano a uscire i nomi


Oggi il governo centrale di Delhi ha divulgato i nomi di due miliardari a cui sono intestati conti correnti in banche svizzere. Giorno storico, dicono dalle parti del Bjp, nella lotta ai "black money" depositati nei paradisi fiscali esentasse, uno dei temi caldi su cui in India si fa facile propaganda politica.

Oggi il governo centrale di Delhi ha divulgato i nomi di due miliardari a cui sono intestati conti correnti in banche svizzere. Giorno storico, dicono dalle parti del Bjp, nella lotta ai “black money” depositati nei paradisi fiscali esentasse, uno dei temi caldi su cui in India si fa facile propaganda politica.

 

La questione dei fondi neri stipati nelle casseforti svizzere è antica, un evergreen del confronto politico nazionale, specie quando le voci di conti correnti intestati alla famiglia Gandhi circolano insistentemente da almeno trent’anni. Secondo i rumors, i Gandhi avrebbero depositato in Svizzera i ricavi conseguiti da non meglio specificate “mazzette” – strascichi del caso Bofors. Un dettaglio che contribuisce a declinare l’intera questione dei fondi neri ad arma contundente contro il Congress e Sonia Gandhi.

Per questo l’attesa di questi benedetti nomi divulgati dal governo era e continua a rimanere molto alta; gli oppositori politici dei Gandhi non vedono l’ora di poter collegare in qualche modo la dinastia più potente del subcontinente a un codice bancario nero su bianco, una mazzata che potrebbe risultare mortale per un partito dell’Indian National Congress al momento, non trovo altre parole, in stato ectoplasmico. Trovare la dichiarazione o il nome di un esponente del Congress, in tv e sui giornali indiani, è diventata ormai una caccia al tesoro, cifra dell’ininfluenza che attualmente contraddistingue Gandhi & Co., spazzati via dall’effetto Modi.

Ma non divaghiamo. I nomi usciti, dunque, sono due: Pradip Burman, ex dirigente del gruppo Dabur (prodotti ayurvedici et similia, enorme qui in India), e Pankaj Chimanlal Lodhiya, commerciante d’oro. A loro si aggiungono cinque non meglio specificati “membri” del consiglio d’amministrazione di Timblo, cantiere navale di Goa. I loro nomi sono contenuti nel documento d’accusa consegnato dalla magistratura indiana alla Corte suprema, per procedere col processo che li vedrà imputati di evasione fiscale.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img