Francia: l’antisemitismo, l’islamofobia e le sue manipolazioni


La profanazione del cimitero ebraico di Sarre-Union in Alsazia è soltanto l’ultima, triste, tappa di una serie di profanazioni che sin dagli anni ’80 hanno macchiato la quotidianità della società francese. Ci sono state decine e decine di profanazioni negli ultimi trent’anni.

La profanazione del cimitero ebraico di Sarre-Union in Alsazia è soltanto l’ultima, triste, tappa di una serie di profanazioni che sin dagli anni ’80 hanno macchiato la quotidianità della società francese. Ci sono state decine e decine di profanazioni negli ultimi trent’anni.

SARRE-UNION, France Desecrated tombstones of the Sarre-Union Jewish cemetery are pictured ahead of a ceremony with French President and officials February 17, 2015. A French prosecutor said on Monday five adolescents were arrested in conjunction with the desecration of 250 tombs in a Jewish cemetery near the northeastern city of Strasbourg at the weekend. Prosecutor said the reasons for the crime were unknown, but that one of the youths denied anti-Semitism. REUTERS/Vincent Kessler

Eppure quest’ennesima profanazione di 250 sepolture s’inserisce in un quadro ben più drammatico, dopo cioé il recente attentato al supermercato kosher, in cui hanno perso la vita quattro persone, le decine di atti antisemiti registrati dall’inizio dell’anno e uno scenario europeo tutt’altro che rassicurante (attentato alla sinagoga di Copenhagen). Almeno 90 atti antisemiti sono stati registrati soltanto nei 10 giorni dopo l’attentato ha fatto sapere il Servizio di protezione della Comunità Ebraica francese (SPCJ) basandosi sui dati in possesso del ministero degli interni francese. Ed il 2014 non è andato molto meglio, anzi si è trattato di un vero e proprio annus horribilis. Sui primi sette mesi del 2014 il numero di atti antisemiti è aumentato del 91% rispetto allo stesso periodo del 2013 ovvero 527 atti antisemiti registrati dal 1 Gennaio al 31 Luglio del 2014 contro i 276 dell’anno precedente.  E da come è iniziato questo 2015 ci si puo’ aspettare che sarà forse pure peggio dell’anno appena trascorso.

Photo Marco Cesario

Se oltre i vivi, neanche i morti possono riposare in pace allora è sempre più difficile credere alla possibilità della coesistenza di tutte le componenti religiose che fanno grande un paese come la Francia. “Coesistere”, un verbo utopico come l’opera dell’artista parigino Combo picchiato perché aveva cercato di raffigurare questa utopia sulle mura della Porte Dorée a Parigi.

Il primo ministro Manuel Valls e la società francese tutta hanno regito con veemenza soprattutto di fronte alle parole, ancora fuori luogo, del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha ancora una volta chiamato gli ebrei d’Europa, ed in particolare di Francia, a lasciare l’Europa per stabilirsi in Israele.

Senza rendersi conto che un’Europa senza la sua componente ebraica puo’ essere solo un’Europa totalitaria, degna di epoche oscure, un Europa in cui la banalità del male sarà l’accettazione passiva  del dato quotidiano violento e della sopraffazione dell’altro.

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