In vista del G20, a Venezia una riunione dei Ministri finanziari


Trovato un accordo politico sulla tassazione minima globale voluta da Biden, ma restano le incertezze per pandemia e cambiamento climatico

Gerardo Pelosi Gerardo Pelosi
Inviato de Il sole 24 ore dal 1990.

Trovato un accordo politico sulla tassazione minima globale voluta da Biden, ma restano le incertezze per pandemia e cambiamento climatico

VENEZIA – L’Ocse e il G7 in Cornovaglia hanno aperto la strada alla global minimum tax sui giganti transnazionali. Il Presidente americano Joe Biden, che si era fatto promotore della battaglia contro l’elusione fiscale delle multinazionali, è riuscito alla fine a ottenere anche il disco verde di Cina e India. Ma il testimone è ora nelle mani del Ministro dell’Economia Daniele Franco, Presidente del G20 dei Ministri finanziari. Dalla sala “squadratori” dell’Arsenale di Venezia Franco imprime in queste ore la spinta finale all’accordo politico per tassare equamente i colossi transnazionali, impedire shopping fiscali, ridurre le attuali diseguaglianze e allentare la pressione fiscale sul mondo del lavoro.

Venezia sarà dunque stato di un accordo politico cui seguirà un lavoro tecnico fino a ottobre, in tempo per essere approvato dal G20 dei capi di Stato e di Governo che prevederà di andare a regime entro il 2023, cancellando progressivamente le web tax nazionali. La bozza del comunicato finale di Venezia al riguardo è già abbastanza chiara: “Appoggiamo – dicono i Ministri finanziari – le principali componenti del sistema a due pilastri sulla riallocazione dei profitti delle multinazionali e un’effettiva tassa minima globale come prevista nell’accordo a livello Ocse”. Il documento ricalca quello approvato dalla drafting session dei vice capi delegazione G20, i cui lavori sono terminati lunedì, ed è ora all’esame dei Ministri e dei Governatori. Già aprendo i lavori dell’High-Level Tax Symposium al G20, il Ministro Franco rileva che “quello della tassazione è un tema cruciale per il futuro” e impone una forte “attenzione”, dalla fiscalità per le multinazionali a una aliquota minima globale, senza dimenticare il “cambiamento climatico che è al centro dell’agenda” del G20 che punta su “persone, pianeta e prosperità”.

Verso una “green economy”

Franco ha invitato tutti ad “agire” contro la “grande minaccia” rappresentata dal cambiamento climatico, “modificando le nostre abitudini”. Franco si dice “fiducioso che questa discussione aprirà la strada a un dialogo strutturale”. Sulla tassazione minima globale alle multinazionali il Ministro dell’Economia tedesco, Olaf Scholz, chiarisce: “Sono molto felice che ne abbiamo parlato. Dopo la lotta al Covid –  spiega – abbiamo accumulato molto debito per combattere la crisi sanitaria, e contro questa crisi finanziaria è necessario che facciamo questo passo in avanti”.

Quanto all’impegno sul cambiamento climatico Franco richiama le difficoltà della scelta. Dopo anni di appelli e manifestazioni – tra cui quelle dei Fridays For Future – i protagonisti dell’economia globale sembrano aver trovato una posizione comune a Venezia. Il dato certo è che ignorare le conseguenze del cambiamento climatico non è più possibile. La “posta in gioco è molto alta: dobbiamo identificare le aree di convergenza”, osserva Franco. Anche se “la neutralità carbonica è un obiettivo ampiamente condiviso, avremo bisogno di strategie di mitigazione e adattamento, del supporto delle politiche fiscali. Non sarà facile da un punto di vista economico e fiscale. Sarà costoso e difficile, soprattutto per alcuni gruppi, aziende e comunità, ma non abbiamo scelta”.

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