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G7: Trump apre anche a Putin

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G7: Trump ha rinviato il summit e intende invitare anche la Russia. Fredda la Gran Bretagna: è una scelta prematura che richiede l’unanimità dei membri

G7: Trump ha rinviato il summit e intende invitare anche la Russia

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Stazione Spaziale Internazionale dal Kennedy Space Center della NASA a Cape Canaveral, Florida, Usa, 30 maggio 2020. REUTERS/Jonathan Ernst

L’organizzazione del G7, che quest’anno si sarebbe dovuto tenere negli Stati Uniti, è la cartina di tornasole della schizofrenia del Presidente Donald Trump in politica estera. Senza considerare le problematiche legate alla sicurezza sanitaria, con gli Usa che registrano il più alto numero mondiale di contagi e decessi per coronavirus, l’inquilino della Casa Bianca spinge inizialmente per l’incontro fisico con i leader dei Great Seven, per poi dover posticipare il meeting a causa del secco no della Cancelliera Angela Merkel.

Non solo: il Commander-in-Chief ha persino dichiarato di voler unilateralmente allargare il consesso alla Russia di Vladimir Putin e invitare anche India, Australia e Corea del Sud. “Non mi sembra che il G7 rappresenti realmente quel che accade nel mondo. È un gruppo obsoleto di nazioni”, ha detto il Presidente sull’Air Force One di ritorno dal Kennedy Space Center.

Affermazioni che segnano, ancora una volta, una sua giravolta in politica estera: dopo aver abbandonato vari contesti multilaterali — dal trattato sul nucleare iraniano JCPoA agli Accordi sul Clima di Parigi e, per ultimo, tagliato i rapporti con l’Oms —, Trump offre un’apertura verso una realtà tacciata come ostile, quella Russia sulla quale pesano ancora sanzioni economiche per l’irrisolta questione Crimea.

Ma anche in questo caso è arrivato uno stop, stavolta dall’altro rappresentante della Special Relationship: la Gran Bretagna. Un portavoce di Boris Johnson ha sottolineato che Londra non supporterebbe una simile proposta e spiegato che per Downing Street è una scelta prematura, che richiederebbe l’unanimità dei membri. Tuttavia, ha aggiunto che spetta al Paese ospitante decidere gli invitati dell’evento e che il Primo Ministro ha deciso di attendere quali saranno le proposte avanzate dagli Stati Uniti.

Dmitry Peskov, Portavoce del Cremlino, è intervenuto sull’argomento con cautela, spiegando la posizione di Mosca. “Il Presidente Putin sostiene il dialogo verso tutte le direzioni ma in questo caso, al fine di rispondere a una simile iniziativa, abbiamo bisogno di ricevere più informazioni, che sfortunatamente non abbiamo. Non conosciamo ancora i dettagli di questa proposta”, ha proseguito Peskov, spiegando che la Russia vorrebbe nel caso sapere l’agenda del meeting così come il formato dell’evento. Il Portavoce ha anche aggiunto che la Russia può già discutere con le altre nazioni attraverso la piattaforma del G20.

La realizzazione dell’incontro, nelle intenzioni di Trump, avrebbe ipoteticamente segnato la riapertura del suo Paese in seguito alla chiusura imposta per la pandemia, consegnando al Presidente un elemento vincente da sfruttare in chiave elettorale in vista delle elezioni di novembre. Ma soprattutto, gli avrebbe permesso di superare le critiche per la gestione del Covid-19 e delle rivolte in seguito alla morte a Minneapolis di George Floyd.

@melonimatteo

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