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Gaza, i più colpiti sono i bambini


Secondo l’ONU nel corso degli ultimi giorni è stato ucciso in media un bambino ogni ora. Tra le cause, una popolazione molto giovane, l’alta densità della popolazione, le strategie suicide di Hamas ma anche il disprezzo dell’esercito israeliano per la vita dei gazawi dato che Tsahal non lesina a bombardare ospedali e scuole dell’ONU provocando morti soprattutto tra i civili.

Secondo l’ONU nel corso degli ultimi giorni è stato ucciso in media un bambino ogni ora. Tra le cause, una popolazione molto giovane, l’alta densità della popolazione, le strategie suicide di Hamas ma anche il disprezzo dell’esercito israeliano per la vita dei gazawi dato che Tsahal non lesina a bombardare ospedali e scuole dell’ONU provocando morti soprattutto tra i civili.

 

Una sottile striscia di terra incastonata tra il deserto ed il Mar Mediterraneo. Questa è la Striscia di Gaza. Con un’estensione di circa 360 km quadrati – dal confine israeliano a Nord al valico di Rafah a sud – la Striscia di Gaza è lunga solo 42 km. Per coloro che hanno calcato queste terre, in alcuni punti la distanza tra il Mar Mediterraneo e il confine orientale della Striscia la si potrebbe addirittura percorrere a piedi perché è di solo 6 km. Eppure qui, in questa sottile striscia di terra, vivono attualmente oltre un milione e ottocentomila persone. La densità di abitanti per chilometro quadrato è di oltre 4.700 persone : questo significa concertamente che la Striscia di Gaza è una delle zone più densamente popolate del pianeta e con una popolazione maggioritariamente giovane (e quindi più indifesa). Possibile dunque bombardare per 18 giorni di seguito un luogo del genere, tra i più poveri del pianeta?

Strage di bambini : uno ogni ora

A pagare il prezzo forte dell’offensiva israeliana che si è abbattuta sulla Striscia sono soprattutto i bambini. A denunciarlo è un rapporto dell’ONU, che evidenzia che sin dall’inizio dell’operazione Bordo Protettivo oltre 180 bambini sono rimasti vittime dei bombardamenti intensivi dell’aviazione israeliana e quasi 1.300 sono rimasti feriti. In un comunicato diffuso mercoledì l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA) ha deunciato che nei primi due giorni della settimana è stato ucciso in media un bambino ogni ora. L’ONG Al Mezan, che opera a Gaza, ha fornito il nome di almeno 132 minorenni vittime dei bombardamenti, gli unici che hanno potuto essere identificati tra le macerie della case. Secondo le ONG War Child e Defence for Children International ci sarebbero più morti tra i bambini che tra i combattenti di Hamas. Catherine Weibel, portavoce dell’UNICEF in Palestina, ha ricordato che la vittima più giovane è un bimbo di soli tre mesi di vita.

Ma perché tanti bambini muoiono a Gaza?

Le ragioni sono molteplici: innanzitutto la popolazione gazawi è molto giovane. Oltre il 40% della popolazione gazawi ha meno di 15 anni : la fascia di età 0-14 anni rappresenta il 43,2% della popolazione, la fascia 15-24 anni rappresenta il 20.6% mentre la fascia 25-54 rappresenta il 30.1% della popolazione. L’età media dei suoi 1.8 milioni di abitanti è poco sopra i 18 anni. Una popolazione dunque giovanissima. E’ un dato importante di cui tener conto, a cui va aggiunto il fatto che il tasso di mortalità infantile nella Striscia prima dei bombardamenti era molto basso mentre quello di mortalità degli uomini adulti era più alto. Va tenuto in conto anche il dato del ricambio generazionale, molto rapido, con in media 4 bambini per donna, cosa che accelera il rigiovanimento della popolazione.

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