Genocidio degli armeni: Biden riconosce il massacro


Dopo quaranta anni, Joe Biden è il primo Presidente Usa a parlare di “genocidio” degli armeni da parte degli ottomani. Oltre agli aspetti simbolici, ci sono spiegazioni geopolitiche

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Dopo quaranta anni, Joe Biden è il primo Presidente Usa a parlare di “genocidio” degli armeni da parte degli ottomani. Oltre agli aspetti simbolici, ci sono spiegazioni geopolitiche

Una commemorazione in ricordo del genocidio degli armeni del 1915, riconosciuto dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, presso l’Armenian Martyrs Monument a Montebello, California, Usa, 24 aprile 2021. REUTERS/David Swanson

Ieri il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha riconosciuto come “genocidio” il massacro degli armeni da parte dell’Impero ottomano tra il 1915 e il 1923. I numeri non sono certi, ma si stima che in quel periodo gli ottomani abbiano ucciso un milione e mezzo di armeni, accusati di collaborazione con la Russia durante la Prima guerra mondiale.

Al di là degli aspetti simbolici ed etici, pur rilevanti, la decisione di Biden è importante da un punto di vista politico e geopolitico.

Gli aspetti simbolici

Innanzitutto Biden è il primo Presidente americano a parlare di “genocidio” degli armeni in quarant’anni: lo aveva fatto una volta Ronald Reagan nel 1981; tutti gli altri hanno invece utilizzato espressioni meno d’impatto come “tragedia” e “orrore”.

Il motivo di tanta cautela diplomatica stava nella volontà di non danneggiare i rapporti con la Turchia, membro della Nato e attore regionale rilevante tra Europa, Russia e Medio Oriente. Ankara riconosce che durante il periodo della Prima guerra mondiale sono state compiute delle violenze contro gli armeni, ma è fortemente contraria all’utilizzo del termine “genocidio”. Perché creerebbe un’associazione logica tra gli armeni e gli ebrei, mettendo sullo stesso piano l’Impero ottomano (antenato della Turchia moderna) e la Germania nazista.

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