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Geopolitica e calcio – Le stelle italiane in Europa brillano a metà


Dopo le prime due giornate dei gironi di Champions League, si può già tirare qualche somma sulle 4 italiane che partecipano alla competizione.

Francesco Scognamiglio Francesco Scognamiglio
Francesco Scognamiglio è iscritto al secondo anno di Economics and Management alla Luiss di Roma. Match analyst e calciatore, identifica gli elementi geopolitici all'interno delle dinamiche calcistiche moderne per eastwest.

Dopo le prime due giornate dei gironi di Champions League, si può già tirare qualche somma sulle 4 italiane che partecipano alla competizione.


Iniziamo, come giusto che sia e come spesso non viene fatto nelle testate giornalistiche del nostro paese, parlando delle note positive… Una su tutte, il Napoli di Luciano Spalletti. I partenopei stanno vivendo un vero e proprio sogno. Mai nella loro storia hanno avuto un inizio migliore in una competizione europea: 6 punti in due partite, punteggio pieno nel girone e tanta, tanta qualità messa in campo. Quanti avrebbero detto che il, seppur non simpaticissimo, presidente del Napoli avrebbe “azzeccato” in questa maniera esaltante un mercato estivo sentimentalmente difficile (causa perdite di senatori quali Mertens, Insigne, Koulibaly, Ospina…) per ogni supporter Napoletano? Chi poteva aspettarselo… forse, in Italia ragioniamo troppo di pancia e non diamo fiducia ad imprenditori affermati come Aurelio de Laurentiis che è riuscito a formare una compagine forse addirittura più valida di quella precedente. La critica più feroce che gli era stata portata è di aver smantellato la squadra storica pretendendo di sostituirla con degli illustri sconosciuti: certo, Aurelio… forse una dichiarazione che poteva tranquillizzare l’ambiente avresti potuto farla…

Mai avremmo quindi immaginato che un Napoli straripante mettesse a referto forse una delle più belle prestazioni della storia del club contro i leoni di Anfield, che a Fuorigrotta sembravano solamente gattini impauriti. E nemmeno avremmo scommesso sulla continuità di un tale exploit con la rotonda, forse troppo severa, vittoria a Glasgow contro i Rangers, squadra ostica, con uno stadio meraviglioso e con una tifoseria che ha allestito una coreografia da brividi per la defunta Regina, facendoci anche riflettere sull’importanza della monarchia nel Regno Unito, persino in un paese di separatisti come la Scozia.

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