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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Strage di Hanau, in Germania cresce il terrorismo di destra

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Il manifesto dell’attentatore di Hanau contiene teorie razziste e complottiste. Si inserisce in un quadro sia nazionale che globale: l’estremismo di destra che si alimenta su Internet

Le persone assistono a una veglia per le vittime della sparatoria a Hanau, vicino Francoforte, Germania, 20 febbraio 2020. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Le persone assistono a una veglia per le vittime della sparatoria a Hanau, vicino Francoforte, Germania, 20 febbraio 2020. REUTERS/Kai Pfaffenbach

“Il razzismo è un veleno, l’odio è un veleno. E questo veleno è presente nella nostra società ed è la causa di fin troppi crimini”. È con queste parole che la Cancelliera Angela Merkel ha commentato l’attentato razzista di mercoledì sera ad Hanau, in Germania: un uomo – Tobias Rathjen, 43 anni – ha sparato all’interno di due locali di narghilè uccidendo nove persone in totale, prima di uccidere sua madre e di suicidarsi.

Tutte le nove vittime degli attacchi erano di origine straniera, di cui almeno cinque di nazionalità turca, stando a quanto dichiarato dall’ambasciata di Ankara a Berlino. Ad Hanau risiede una nutrita comunità turca e curda; in tutta la Germania i cittadini turchi sono circa un milione e mezzo, più del 24% del totale degli stranieri residenti nel Paese. Ecco perché il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan è intervenuto sulla vicenda, dicendo di aspettarsi che Berlino compia “gli sforzi necessari per fare luce su tutti gli aspetti” della strage.

Le autorità tedesche hanno poi confermato la natura xenofoba dell’attentato. Il sospettato, Tobias Rathjen, aveva infatti pubblicato online una lettera di 24 pagine contenente teorie razziste e complottiste: nel testo – scritto in un ottimo tedesco: segno che l’autore aveva ricevuto un’istruzione superiore – Rathjen invitava allo sterminio di intere popolazioni del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Asia Centrale, che considerava inferiori, oltre all’eliminazione delle persone di origine orientale e africana che vivono in Germania. Rathjen dichiarava anche di essere stato sorvegliato dai servizi di intelligence per tutta la sua vita (cosa che le autorità tedesche hanno negato) e di essere un incel (cioè un involuntary celibate, un “celibe non per scelta”), una sottocultura cresciuta su Internet che si traduce in odio verso le donne.

Prima di Rathjen, ad esempio, anche l’attentatore di Christchurch, in Nuova Zelanda, aveva pubblicato in rete, ma con alcune differenze di forma e contenuto, un proprio “manifesto” nel quale presentava le sue teorie razziste. La strage di Hanau va perciò inserita in questo contesto globale – l’estremismo di destra e il suprematismo bianco che si alimentano online –, ma nel contempo non si può dimenticare che in Germania gli attentati di matrice xenofoba sono in aumento: a ottobre c’è stato un attacco nei pressi di una sinagoga ad Halle (due morti) e solo pochi giorni fa i servizi di sicurezza tedeschi hanno arrestato una decina di estremisti che stavano pianificando una serie di attentati contro le moschee.

@marcodellaguzzo

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