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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Germania, Corte costituzionale: l’Ue valuta la procedura d’infrazione

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Germania: la sentenza della Corte costituzionale tedesca infrange il diritto dell’Ue. Quali conseguenze?

La sentenza della Corte costituzionale tedesca infrange il diritto dell’Ue

I giudici della Corte costituzionale tedesca a Karlsruhe, Germania. REUTERS/Kai Pfaffenbach

“Stiamo dettagliatamente analizzando la sentenza della Corte costituzionale tedesca e valutando i prossimi passi, compresa l’attivazione della procedura d’infrazione”. Le parole della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sono veri e propri macigni, sia perché posti in difesa dell’architettura europea e della primazia del diritto dell’Ue rispetto alle legislazioni nazionali, sia perché pesano in quanto rivolte alla Germania, Paese dall’indiscutibile rilievo economico e politico all’interno dell’Unione.

La dichiarazione, che si riferisce alla recente delibera della Corte di Karlsruhe che mette in discussione la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea in merito ai poteri della Bce, si connota per essere a tutela degli strumenti dell’Ue ma anche per essere stata espressa nell’indipendenza del ruolo della Presidente, cittadina tedesca nonché ex membro dell’attuale esecutivo guidato da Angela Merkel.

La Presidente von der Leyen sottolinea ancora una volta che “la politica monetaria dell’Ue è di esclusiva competenza” e che “il diritto dell’Ue è di rango superiore a quello nazionale”, evidenziando che “le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea sono vincolanti per tutte le corti nazionali”. La Commissione, ricorda von der Leyen, ha il compito di salvaguardare il regolare funzionamento del sistema Euro e di quello legale dell’Unione. “La parola finale sulla legge europea viene espressa in Lussemburgo (sede della Corte di Giustizia dell’Ue, ndr). Non altrove”.

Alla querelle partecipa, volente o nolente, una serie di organi indipendenti: la Corte di Giustizia dell’Unione europea, la Banca centrale europea e la Corte costituzionale federale della Germania. Il lato politico della diatriba è gestito dalla Commissione europea e, nella fattispecie, dal Governo tedesco. In questo caso, la più importante corte della Germania federale ha palesemente espresso un parere su una valutazione che non le compete, dato che ha legiferato sull’interpretazione dei trattati europei, materia che può trattare solo la Corte di Giustizia dell’Ue secondo l’articolo 267 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, così come secondo l’articolo 35 del Protocollo 4 del TFUE per quanto riguarda la Bce.

Un eventuale passo di Bruxelles contro Berlino metterebbe in difficoltà l’esecutivo tedesco, che dovrebbe gestire un caso di separazione dei poteri dalla difficile soluzione. La strada maestra rimane quella del rispetto dei ruoli e della competenza giuridica nelle singole materie, in attesa che la risposta della Bce sulla proporzionalità del Quantitative Easing 1 e 2 arrivi presto per disinnescare la miccia dello scontro tra organi istituzionali che, a rigor di logica, dovrebbero remare nella stessa direzione.

@melonimatteo

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