spot_img

Germania e Namibia vicine a un accordo per il genocidio?


Confermate le voci di “discussioni fruttifere” tra la Namibia e la Germania, che tra il 1904 e il 1908 uccise 75mila persone dei popoli Herero e Nama. Resta il nodo della terminologia sulle riparazioni

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, si occupa di politica internazionale, comunicazione e giornalismo d’impresa. Collabora con eastwest e con il sito d’informazione Corriere dell’Economia.

Membri di una delegazione partecipano a una cerimonia per restituire i resti umani dalla Germania alla Namibia in seguito al genocidio del 1904-1908 contro Herero e Nama, a Berlino, Germania, 29 agosto 2018. REUTERS/Christian Mang

Alleviare le ferite o vere e proprie riparazioni? La fine delle tristi vicende coloniali della Germania nell’attuale Namibia ruota anche attorno alla terminologia che verrà utilizzata nel documento che firmeranno i Ministri degli Esteri dei due Paesi, al quale dovrebbe seguire un discorso ufficiale del Presidente della Repubblica nel Parlamento di Windhoek, la capitale della nazione africana. I fatti risalgono al 1904-1908, quando furono uccise dalle truppe tedesche circa 75mila persone dei popoli Herero e Nama.

Il passato coloniale e le discussioni tra Germania e Namibia

La Germania imperiale era potenza colonizzatrice dell’Africa tedesca del sud-ovest (Deutsch-Südwestafrika), persa con la sconfitta nella Prima guerra mondiale. Tra le atrocità compiute, la morte di 65mila degli 80mila Herero esistenti e 10mila della popolazione Nama. Herero e Nama si ribellarono contro l’esercito imperiale, che rispose con una brutale repressione che causò un genocidio, riconosciuto dalle autorità tedesche solo nel 2015.

La Germania ha deciso di scusarsi formalmente per i crimini del passato, con discussioni ancora in atto. Ma la notizia di questi giorni è che entrambi i Governi confermano la positività dell’andamento delle trattative: il portavoce del Ministero degli Esteri di Berlino ha parlato di dialogo “molto costruttivo”, mentre l’Inviato Speciale della Namibia per il genocidio Nama-Herero, Zed Ngavirue, ha confermato le “discussioni fruttifere” in atto. Ma le associazioni delle due popolazioni insorgono contro quello che sarebbe “un tradimento”, come hanno fatto sapere l’Ovaherero Traditional Authority e la Nama Traditional Leaders Association.

Il nodo della terminologia

Il nodo da scogliere è la terminologia. Chiamarlo ‘accordo di riconciliazione’ non è sufficiente per le due realtà rappresentanti i popoli che hanno sofferto il genocidio, e puntano sul temine ‘riparazioni’. “La Germania deve riconoscere che le uccisioni di massa costituiscono un genocidio, deve scusarsi per il genocidio, deve pagare le riparazioni”, sostengono. “Le compensazioni per finanziare progetti sociali — continuano le due associazioni — sono solo uno stratagemma per dare fondi al programma del Governo namibiano National Development Plans and Vision 2030”.

Ma la Germania rifiuta di utilizzare il termine ‘riparazioni’. Il motivo risiederebbe anche nelle pressioni al Governo tedesco in arrivo da Francia e Regno Unito, tra le altre due realtà coinvolte nella colonizzazione di Africa e Asia, impaurite da eventuali numerose richieste da parte delle varie statualità oggi esistenti, precedentemente sotto il giogo europeo. “Chiediamo alle Nazioni Unite, all’Unione Africana e al resto della comunità internazionale di rifiutare questo stratagemma tra la Germania e la Namibia”, dicono ’Ovaherero Traditional Authority e la Nama Traditional Leaders Association.

In parte il vaso di pandora è stato già scoperchiato, con il raggiungimento dell’indipendenza delle nazioni africane e asiatiche con la fine della Seconda guerra mondiale e la nascita delle Nazioni Unite. Ma i fatti avvenuti nell’attuale Namibia e le discussioni in corso ricordano, nuovamente, quanto il periodo coloniale influenzi tuttora le relazioni internazionali: dalla questione palestinese passando per Hong Kong e il confine tra India e Cina, ci vorrà ancora del tempo prima che le problematiche del passato possano liberare il futuro delle nazioni.

- Advertisement -spot_img