Gerusalemme: La Città della Discordia


Spianata militarizzata, fedeli in rivolta, lacrimogeni lanciati fin nei luoghi sacri, musei e moschee chiuse ai visitatori. Così appare oggi la Spianata. E sul versante cristiano, alla vigilia del viaggio del Papa in Terrasanta, aumentano odio, razzismo ed atti vandalici da parte di estremisti ebrei. Il sito del Cenacolo conteso tra ebrei e cristiani.   

Spianata militarizzata, fedeli in rivolta, lacrimogeni lanciati fin nei luoghi sacri, musei e moschee chiuse ai visitatori. Così appare oggi la Spianata. E sul versante cristiano, alla vigilia del viaggio del Papa in Terrasanta, aumentano odio, razzismo ed atti vandalici da parte di estremisti ebrei. Il sito del Cenacolo conteso tra ebrei e cristiani.   

credits Marco Cesario

(Gerusalemme). E’ tardo pomeriggio e mi trovo improvvisamente trascinato nella fiumana di fedeli che risalgono energicamente dalla Porta dei Leoni per dirigersi verso la Moschea Al-Aqsa, la “Moschea più lontana”. La fiumana che sale, silenziosa e corrucciata, la dice lunga sulla durezza dei giorni che si stanno vivendo qui. Difficile raggiungere al-Haram al-qudsī al-sharīf, la Spianata delle Moschee, sul Monte del Tempio, il luogo sacro ad ebrei, musulmani ed anche cristiani dove sorge uno dei più antichi monumenti islamici al mondo, la Qubbat al-Ṣakhra (Cupola della Roccia) con la sua cupola dorata luccicante e visibile da qualunque altura circondi la città vecchia di Gerusalemme. Difficile avvicinarsi all’al-Masjid al-Aqsā, la “Moschea più lontana” costruita nel VII secolo in riferimento al miracoloso viaggio compiuto dal profeta Maometto in sella al magico destriero Buraq.

La Spianata della Discordia

In questi giorni di tensione palpabile, con scontri, feriti e arresti, è impresa ardua per chiunque accedere al terzo luogo più sacro dell’Islam. La Spianata è infatti aperta dalle 7h30 alle 11h30 e dalle 13h30 alle 14h30 nei giorni normali. Sin da un’ora prima dell’apertura dell’angusto ingresso circondato da filo spinato c’è una fila chilometrica che va dall’ingresso a ridosso della spianata del Muro del Pianto giù per centinaia di metri fino alla Dung Gate, o porta di Silwan, che dà sul quartiere palestinese di Silwan a Gerusalemme Est.

Gli sciami di turisti che sbarcano da decine di bus privati in folti gruppi rigidamente inquadrati come crociati alla conquista della Città Santa non possono far altro che gettare un’occhiata distratta al Parco archeologico di Gerusalemme dove sorgono i resti di mura ciclopiche vecchie di migliaia d’anni. Gli ingressi infatti si fanno col contagocce, i controlli sono serrati. Per chi arriva alle 9, dopo oltre due ore di attesa vana, i cancelli chiudono mentre ancora si è in fila sotto il sole.

Incontro un francese. Ha un’espressione contrariata: “E’ la terza volta che cerco di entrare sulla Spianata. E’ la terza volta che non riuscirò a vederla”. E’ infatti sabato e l’ingresso è inspiegabilmente chiuso. Perché?

Diffidare delle guide perché la Spianata non è chiusa soltanto il Venerdì ma anche il Sabato. Un avvertimento del Rabbino di Gerusalemme, scritto su un pannello al di sopra del doppio ingresso verso Muro del Pianto e Spianata, avverte che tutta la zona è zona sacra e per questo non accessibile. Il messaggio del Rabbino sembra un monito assoluto, come se cioé nessuno, in nessun tempo, potesse accedere al Monte del Tempio. Il monito non mi scoraggia. Non posso andarmene da Gerusalemme senza aver visitato la Spianata.

Decido di alzarmi presto, prestissimo il giorno dopo, una domenica. Dopo una lunga fila, e controlli serrati di polizia e militari, riesco finalmente ad entrare. La passerella di legno che conduce alla Spianata è grottesca. Transennata ai lati, chiusa sopra, circondata com’è da filo spinato in alcuni luoghi, farebbe sembrare chiunque come un capo di bestiame convogliato ciecamente verso non so quale stalla o macello. Mi son ricordato improvvisamente delle descrizioni del check point di Erez. Un check point concepito e realizzato sulla base dello stesso principio usato negli Usa per condurre il bestiame al macello. Provo la stessa sensazione penetrando finalmente sulla Spianata dove i guardiani palestinesi sono nervosi ed i soldati israeliani pattugliano severamente i luoghi.

Estremisti ebrei minacciano azione sulla Spianata

La tensione sulla Spianata è infatti palpabile. La calura è forte. Il sole fa brillare la Cupola della Roccia. Gruppi di donne sono sedute in circolo a pregare sotto l’ombra di qualche albero. Ad ogni passaggio di militari israeliani, di cui alcuni con kippah, le donne iniziano ad urlare “Allah-u Akbar” (Dio è grande) fin quando i soldati non si sono allontanati.

I guardiani delle moschee sono arcigni, inflessibili. “Solo i musulmani possono entrare”. Tutte le moschee della Spianata sono infatti chiuse ai non musulmani dopo le minacce di estremisti ebraici di penetrare nella Moschea Al-Aqsa dove, alcune settimane fa, durante il periodo della Pasqua ebraica, gruppi di fedeli musulmani si sono asserragliati con spranghe e pietre per impedire l’ingresso a coloni ed estremisti ebrei che minacciavano di sacrificare un agnello proprio in questi luoghi.

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