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Giappone, l’Impero assume ancora

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Il Trono del Crisantemo cerca nuovi dipendenti. La successione al trono, prevista per la fine del prossimo anno, richiederà uno sforzo in più all’Agenzia della Famiglia imperiale.

Questa settimana l’organo responsabile delle attività e della salute dell’Imperatore e di tutta la sua famiglia, scrive l’agenzia di stampa Jiji, ha richiesto al governo di assumere nuovo personale per predisporre la transizione dall’attuale imperatore Akihito al figlio primogenito Naruhito.

La creazione di nuovi posti di lavoro è sempre una buona notizia anche in un paese dove la disoccupazione è vicina allo zero. Di più, nonostante la famiglia imperiale abbia rinunciato a tutte le sue prerogative divine, un lavoro a Corte mantiene un certo prestigio e fascino— ed è comunque meglio pagato, a leggere qualche forum online, di un normale posto da impiegato pubblico in qualche altro ministero o agenzia del governo.

Secondo quanto riportato dalla stampa nipponica, il personale neo assunto sarà incaricato di assistere l’Imperatore «in ritiro» — in giapponese joko — e consorte e per attendere alla famiglia di colui che diventerà il nuovo erede al trono, il secondo genito di Akihito principe Akishino.

Il piano assunzioni dell’Agenzia della famiglia imperiale, o kunaicho in giapponese, prevede il mantenimento dell’attuale numero di ciambellani (77) per la coppia imperiale in ritiro e l’ampliamento dello staff incaricato di servire il futuro imperatore (oggi 50 funzionari), l’erede (al momento appena 19) e rispettive famiglie. Questo richiederà probabilmente un aumento della spesa pubblica per il mantenimento della casa imperiale che per l’anno in corso è fissato a 324 milioni di yen (circa 3 milioni di euro).

Successione entro Capodanno 2019

La notizia arriva al termine di una settimana in cui il parlamento giapponese ha approvato una legge che permetterà all’attuale imperatore Akihito — sul trono dal 1989 — di abdicare, 200 anni dopo l’ultimo caso di questo tipo. Il provvedimento è una «legge di caso speciale» e quindi rispetta l’indicazione della maggioranza conservatrice, che fa capo al primo ministro Shinzo Abe, di concedere il «privilegio» dell’abdicazione al solo Akihito. Tuttavia i parlamentari di entrambi gli schieramenti hanno riconosciuto il fatto che il provvedimento licenziato dalle Camere servirà da «precedente» per i prossimi sovrani. L’attuale legge della Famiglia imperiale del 1947 non prevede infatti l’istituto dell’abdicazione — nonostante almeno 60 imperatori nei 2600 anni di storia della casata Yamato lo abbiano fatto — e impone la successione per sola linea maschile.

Il processo di successione dovrà completarsi entro i prossimi tre anni, ma dalle indiscrezioni trapelate a mezzo stampa, Naruhito dovrà essere incoronato — con tutto ciò che ne consegue, tra cui la formalizzazione del nome della nuova era che seguirà alla Heisei, ovvero della «pace perfetta» — entro il capodanno del 2019, esattamente trent’anni dopo il padre.

Erediterà il ruolo di «simbolo della nazione» — ma anche ruolo di «ammonitore» dell’attuale governo deciso a rinunciare al pacifismo costituzionale — che negli ultimi anni a causa dell’età avanzata e dei diversi problemi di salute Akihito ha sentito sempre più come «un peso» insostenibile per le sue sole forze. Il joko si dedicherà ad attività private di studio ricerca e cura delle piante dei giardini imperiali, ma non è chiaro al momento attuale se parteciperà a cerimonie pubbliche o potrà incontrare capi di stato stranieri o altri monarchi.

L’ipotesi di un’imperatrice

Durante l’accesa discussione parlamentare conservatori e riformisti — i democratici guidati dalla nippo-taiwanese Renho — hanno inoltre trovato un accordo storico che lascia aperta la possibilità di una riforma radicale delle regole di successione al Trono del Crisantemo. Nel provvedimento approvato dal parlamento, infatti, si richiede all’esecutivo di valutare in futuro la possibilità per le donne della casata di «formare propri rami della famiglia imperiale» concedendo loro e ai loro eredi, quindi, il diritto alla successione.

L’apertura dei conservatori su questo punto — lo stesso Abe è stato sin dalla confessione di Akihito di agosto 2016 molto restio a concedere l’abdicazione ed è capofila di una schiera di politici assolutamente avversi alla possibilità della salita al trono di una donna in un qualche futuro — giunge dopo giorni di discussione sui giornali e altri media sull’uscita dalla famiglia imperiale della principessa Mako, primogenita del principe Akishino, promessa sposa a un suo ex compagno di liceo.

Con la sua uscita, oggi rimangono 18 componenti della famiglia imperiale, di cui 13 sono donne e appena 4 possibili eredi al trono. Il più giovane è il principe Hisahito, terzogenito di Akishino (10 anni), il più anziano il principe Masahito, fratello di Akihito (81 anni). Se qualcosa dovesse disgraziatamente andare storto nei prossimi decenni, il trono del Crisantemo si ritroverebbe senza eredi. Per tutti quelli preoccupati da un futuro senza impero è forse quasi giunto il tempo di fare di necessità virtù.

@Ondariva

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