Gli schiaffoni a Kejriwal


Arvind Kejriwal è il leader di Aam Aadmi Party, che significa "partito dell'uomo comune". Nomen omen, Kejriwal si è sempre impegnato a mostrare la figura di un politico vicino alla gente comune, vicinissimo. Ma qualcosa, ultimamente, è andato storto.

Arvind Kejriwal è il leader di Aam Aadmi Party, che significa “partito dell’uomo comune”. Nomen omen, Kejriwal si è sempre impegnato a mostrare la figura di un politico vicino alla gente comune, vicinissimo. Ma qualcosa, ultimamente, è andato storto.

 Ad urne aperte la campagna elettorale continua ad impazzare e quella più divertente è di certo messa in scena dal team di Aap, impegnato in un road tour sfiancante alla ricerca di voti da rosicchiare a Bjp e Congress. Nelle ultime tappe è però tornata in voga la mania dello “schiaffone”, ovvero durante i bagni di folla di Kejriwal o compagni di partito – rigorosamente tenuti senza un servizio d’ordine ufficiale, per rimarcare la differenza tra la gente e i vip che si fanno proteggere dalla polizia – qualcuno riesce ad arrivare in prima fila, stringere la mano al politico di turno, a volte adornarlo con una ghirlanda e poi fa partire il ceffone.

Sulla tradizione indiana di iniziare una rissa a sberle si potrebbe scrivere un simpatico pamphlet illustrativo diviso in sezioni specifiche:

– Urla e avvicinamento all’avversario, con formazione di capannello di curiosi

– Minacce di violenza con sottinteso “ringrazia che c’è qualcuno che mi tiene”, anche se quel qualcuno all’inizio non c’è mai

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