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Golpe e contro-golpe


Ha superato il golpe ed è più forte di prima. Più vicino a Mosca e più lontano da Washington – ma resta nella Nato – Erdoğan si appella ai valori democratici e all’unità nazionale.

Il Presidente turco Erdoğan durante un incontro alla Casa Bianca. Il recente fallito golpe ha innescato una crisi tra Ankara e Washington. Erdoğan ha accusato Fethullah Gülen, un predicatore turco residente negli Stati Uniti, di aver architettato il golpe e ne ha chiesto l’immediata estradizione. REUTERS/KEVIN LAMARQUE/FILE PHOT/CONTRASTO

Ha superato il golpe ed è più forte di prima. Più vicino a Mosca e più lontano da Washington – ma resta nella Nato – Erdoğan si appella ai valori democratici e all’unità nazionale.

All’indomani del tentativo di rovesciamento del Presidente Recep Tayyip Erdoğan da parte di alcune frange dell’esercito lo scorso 15 luglio, la Turchia è entrata in una fase di transizione epocale. Per la prima volta nei 93 anni di storia della Repubblica turca dei caccia F-16 hanno bombardato la sede del Parlamento. Si sono verificati scontri tra i sostenitori del colpo di Stato e i loro avversari all’interno delle forze armate, e anche tra la polizia e l’esercito.

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