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La Merkel sfila la Libia a Italia e Francia

Pronto il vertice di Berlino, con tutti gli attori al tavolo. Intanto, la Farnesina rinnova il Memorandum Italia-Libia, con focus più sui migranti che sulla politica. E c'è chi vuole pareggiare i conti con Minniti...

Migranti sudanesi illegali siedono a terra all'aeroporto internazionale Benina di Bengasi, in attesa di essere deportati al loro Paese d'origine, Libia, 8 agosto 2019. REUTERS/Esam Omran Al-Fetori
Migranti sudanesi illegali siedono a terra all'aeroporto internazionale Benina di Bengasi, in attesa di essere deportati al loro Paese d'origine, Libia, 8 agosto 2019. REUTERS/Esam Omran Al-Fetori

Se l’accordo di Malta di fine settembre è servito per pareggiare i conti con la politica di Matteo Salvini sui porti chiusi da parte di molti Governi europei (a cominciare da quello francese), la proroga del Memorandum of Understanding tra Italia e Libia del 2017 si sta trasformando ora nella migliore occasione per un regolamento di conti dentro e fuori il Pd con chi aveva posto le premesse per regolare in modo strutturale i flussi migratori dalla Libia, ossia l’ex Ministro dell’Interno, Marco Minniti.

L’accordo siglato nel febbraio del 2017 scadrà il 3 febbraio 2020. Sabato 2 novembre è quindi l’ultimo giorno utile per chiedere la proroga (con alcune modifiche) dell’accordo per altri tre anni. E porta proprio la data del 2 novembre la nota verbale messa a punto dalla Farnesina in viaggio verso Tripoli.

Ma si è giunti a pochi giorni dalla scadenza del Mou senza una strategia vera nel Governo sulla stabilizzazione della Libia. I Governi di Roma e Parigi, senza più le criticità dell’era Salvini, nelle ultime settimane avrebbero potuto lavorare insieme per lanciare un’iniziativa congiunta invece di lasciare mano libera alla Cancelliera tedesca Angela Merkel, che entro dicembre farà sedere allo stesso tavolo a Berlino non solo Serraj e Haftar ma anche i rappresentanti di Egitto, Turchia, Emirati ossia i Paesi che stanno combattendo in Libia una guerra per Procura.

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, punta a un aggiornamento del Mou dal punto di vista umanitario. Il "miglioramento" del Memorandum, secondo il responsabile della Farnesina "deve andare nella direzione di rafforzare le condizioni per i migranti, di migliorarle di molto sia nei centri sia nella gestione dello sbarco, quando la Guardia Costiera li salva in mare. È un lavoro che stiamo facendo con Unhcr e Oim."

Sarà una commissione mista italo-libica a concordare le modalità operative della collaborazione con la guardia costiera libica (addestrata anche dalla Marina italiana con l’operazione Sophia) sul contrasto all’immigrazione clandestina così come per i corridoi umanitari, i rimpatri assistiti e le politiche di cooperazione per creare alternative economiche al business dei trafficanti di uomini. Il tutto in una situazione sempre più critica di guerra civile tra le truppe governative e l’esercito della Cirenaica.

Ma una parte del Pd, Leu e molte Ong (quelle che si erano sentite le principali vittime di Minniti) chiedono di non rinnovare l’accordo, ma senza proporre nessuna alternativa credibile. Intersos, organizzazione umanitaria operativa a Tripoli e nel sud della Libia con programmi di aiuto chiede che “il Governo italiano annulli il Memorandum del 2017 e i precedenti accordi con il Governo libico e che, fatti salvi gli interventi di natura umanitaria, non vengano rifinanziati quelli di supporto alle autorità libiche nella gestione e controllo dei flussi migratori.”

Matteo Orfini (secondo il quale le elezioni erano state perse per colpa di Minniti) spiega in un tweet il suo pensiero: “Il Governo ha promesso che cambierà gli accordi ma intanto li ha rinnovati. Sarò sincero: per me è una sconfitta. E per l'Italia è una vergogna."

Nel frattempo il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha chiesto al suo omologo libico Bashaga di collaborare nel controllo dei flussi per non venire accusati di aprire le porte ai migranti fornendo pretesto alle continue accuse di Salvini. La responsabile del Viminale ha chiesto aiuto anche all’ambasciatore libico a Bruxelles Hafed Gaddur, per molti anni in Italia anche come ambasciatore di Gheddafi. Il Ministro tiene però a sottolineare i dati che non fotografano alcuna invasione: "basti pensare” – precisa Lamorgese – “che nel 2019 gli arrivi sono stati circa 9.600 rispetto ai 22mila di tutto il 2018."

E il Governo è al lavoro per modificare i contenuti del Memorandum of Understanding siglato con la Libia nel 2017: occorre sostenere i rimpatri volontari assistiti e "vanno svuotati i centri libici attraverso i corridoi umanitari europei". A settembre, ha riconosciuto Lamorgese, c'è stato un aumento degli arrivi, "ma è riconducibile soprattutto all'aumento degli sbarchi autonomi, che non costituisce un fenomeno nuovo." Il Ministro ha anche riferito che si lavora a un'intensificazione delle attività di rimpatrio: "a ottobre sono sbarcati sul territorio italiano 379 tunisini e siamo riusciti a rimpatriarne 243.”

@pelosigerardo

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