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Caso Regeni: due anni e mezzo dopo

Conte dal G20 smentisce le dichiarazioni di Fico a Berlino: l'ambasciatore italiano resta al Cairo

Una manifestazione di Amnesty International davanti all'ambasciata egiziana a Londra in sostegno di Giulio Regeni. Reuters/Simon Dawson
Una manifestazione di Amnesty International davanti all'ambasciata egiziana a Londra in sostegno di Giulio Regeni. Reuters/Simon Dawson

Le rogatorie internazionali andranno avanti. La collaborazione tra le autorità italiane ed egiziane andrà avanti in maniera sempre più stringente per accertare tutto sul caso Regeni, il giovane ricercatore italiano torturato ed ucciso dalle forze di polizia egiziane. Ma, nel frattempo, il Governo italiano non deciderà altri passi forti per fare pressione sulle autorità del Cairo, meno che mai proporrà il ritiro del nostro attuale ambasciatore al Cairo Giampaolo Cantini. Questo avrebbe detto in estrema sintesi il premier italiano, Giuseppe Conte nel colloquio con il presidente egiziano Al Sisi a margine dei lavori del G20 ad Osaka dedicato anche alla collaborazione bilaterale, alla crisi libica e alla lotta al terrorismo.

Conte ha così corretto le dichiarazioni del presidente della Camera, Roberto Fico che aveva posto il caso Regeni in un incontro a Berlino con il presidente del Bundestag,  Wolfgang Schäuble, sostenendo che il ritiro del nostro ambasciatore “è una strada”, venendo incontro alle richieste dei genitori di Giulio Regeni che in una lettera avevano sostenuto la necessità di dichiarare l’Egitto Paese non sicuro richiamando gli ambasciatori europei dal Cairo.

Con un comunicato dal Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha fatto sapere di avere assicurato al premier Giuseppe Conte "il sostegno totale" dell'Egitto sul caso Regeni favorendo le rogatorie in corso. Il presidente egiziano ha parlato di una "cooperazione stretta e senza precedenti tra le autorità competenti dei due Paesi per arrivare alla verità".

Soltanto pochi giorni fa il presidente della Camera Fico aveva detto che “L’Italia vedrà cosa fare rispetto al proprio ambasciatore, ma senza dubbio quella del ritiro è una strada". "Per me – aveva aggiunto Fico - l'importante è stato portare la questione dell'Europa qui a Berlino e da oggi ci sentiamo meno soli perché il presidente del Bundestag ha mostrato una grande sensibilità sia sulla vicenda Regeni, sia, in generale, sulla questione dei diritti umani. Mi attendo che ci siano degli atti specifici e concreti da parte delle Commissioni Esteri della Camera dei Deputati e del Bundestag".

Poco ottimista sulla collaborazione degli egiziani sul caso Regeni si è mostrato il vicepremier, Matteo Salvini. “Ho piena fiducia nel presidente del Consiglio e nel ministro degli Esteri – aveva detto Salvini -, ne ho parlato con Al Sisi ma evidentemente in Egitto non hanno tutta questa voglia di far emergere la verità". Quanto alla richiesta dei genitori del giovane ricercatore di ritirare l'ambasciatore, aveva detto: "Non me ne occupo io, se servisse lo farei, ma temo che non sia quello a poter risolvere la questione".

@pelosigerardo

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