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Coronavirus, la Via della seta cambia direzione?

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La Cina chiede la ripresa dei voli diretti ma fa esplodere il caso Di Maio-Speranza

Una passeggera con maschera protettiva all'aeroporto di Roma Fiumicino. REUTERS/Yara Nardi
Una passeggera con maschera protettiva all'aeroporto di Roma Fiumicino. REUTERS/Yara Nardi

“L’ordinanza è in materia sanitaria e a firmarla spetta solo a me”. Rispondeva così il Ministro della Salute Roberto Speranza a chi gli chiedeva, qualche giorno fa se fosse possibile ipotizzare una ripresa dei voli diretti da e per la Cina che il nostro Paese, unico in Europa, aveva sospeso per il diffondersi del coronavirus.

Le pressioni da parte delle imprese italiane e cinesi e degli stessi connazionali che volevano rientrare in patria erano numerose e non si escludeva che, a fronte di un forte rafforzamento dei controlli sanitari in tutti i punti di arrivo portuali e aeroportuali, si sarebbero potuti riaprire alcuni collegamenti diretti magari anche riempiendo quei “ferry flight” ancora autorizzati dall’Enac che servono per riportare in patria i cinesi che si trovano in Italia.

Ma, a complicare il tutto, ci ha pensato l’agenzia di stampa di Stato cinese Xinhua che, giovedì scorso, ha forzato il senso di un colloquio tra l’ambasciatore italiano a Pechino, Luca Ferrari, con il viceministro degli Esteri Qin Gang lasciando intendere che era imminente una ripresa dei collegamenti diretti. Notizia che la Farnesina si è subito preoccupata di definire “priva di fondamento”. Ma la fake news ha reso soprattutto molto più difficile il “passo indietro” per le autorità sanitarie italiane e per lo stesso Ministro della Sanità Roberto Speranza. E la notizia dell’agenzia cinese ha soprattutto fatto emergere una differente valutazione dell’emergenza sanitaria da parte dei Ministri Di Maio e Speranza.

Senza contare che Di Maio pur condividendo molte preoccupazioni delle imprese e degli stessi cittadini italiani, che per rientrare in patria sono costretti da giorni a usare voli più lunghi e costosi, non ha potuto esternare fino in fondo tutte le sue idee a favore di una ripresa dei voli temendo di entrare nel mirino di Matteo Salvini come un Ministro che apre non solo ai migranti ma anche ai possibili contagi del nuovo virus. Da Madrid, Di Maio ha infatti sottolineato come la misura sia stata presa “per affrontare l'emergenza nell'immediato e finché le autorità sanitarie ci diranno che è opportuna continueremo a tenerla in atto”. Insomma una resa di Di Maio a Speranza.

Ma solo per il momento, perché Di Maio sta pensando di investire del caso, in maniera formale, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che finora sul coronavirus si è sempre fatto vedere al fianco del Ministro Speranza e del commissario per l’emergenza Angelo Borrelli. In ballo ci sono anche grossi interessi economici e il futuro di un ricco memorandum of understanding per la Belt and Road Initiative.

@pelosigerardo

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