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Italia-Francia: la ruggine post gilet gialli

Le Drian e Di Maio provano a superare le recenti freddezze...

Una manifestazione dei gilet gialli a Nantes, Francia, 14 settembre 2019. REUTERS/Stephane Mahe
Una manifestazione dei gilet gialli a Nantes, Francia, 14 settembre 2019. REUTERS/Stephane Mahe

Il lavoro grosso, quello per cui il Presidente francese, Emmanuel Macron si è convinto a venire a Roma il 18 settembre per dare il benvenuto al nuovo Governo Conte, l’aveva fatto in silenzio ma con efficacia il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, già da molti mesi. Ma molte aspettative venivano riposte sul primo contatto diretto tra il Ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian e il nuovo capo della diplomazia italiana e leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, che sette mesi fa era volato a Parigi per dare il suo appoggio all’ala più violenta dei gilet gialli, che stavano mettendo a ferro e fuoco la capitale francese, suscitando la forte irritazione dell’Eliseo fino al richiamo in patria dell’ambasciatore Masset.

Di Maio e Le Drian si sono visti in numerose occasioni pubbliche nei giorni della recente Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, dalla cena dei Ministri degli Esteri del G7 a quella del dialogo transatlantico con Mike Pompeo, agli incontri sul cambiamento climatico.

Ma lo stato dei rapporti da ricostruire è stato messo a fuoco soltanto nell’incontro bilaterale che i due Ministri hanno avuto nella mattinata di giovedì 26 settembre, poco prima di co-presiedere con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e l’inviato Onu per la Libia, Ghassam Salame, il vertice ministeriale sulla crisi libica. Riunione conclusasi senza un comunicato congiunto ma solo con le dichiarazioni delle copresidenze italiana e francese.

Italia e Francia si sono assunte, insieme alla Germania, la responsabilità di incoraggiare la soluzione politica della crisi libica superando le divisioni tra i Paesi che sostengono direttamente questa o quella parte (la Turchia sostiene Tripoli, Egitto ed Emirati aiutano Bengasi). Ma tra Italia e Francia restano diffidenze e risentimenti ancora difficili da rimuovere. Anche se i portavoce di Di Maio si sono affrettati a ricordare che “sulla questione migratoria e sulla Libia si è registrata forte convergenza e l'intenzione di lavorare a stretto contatto nei prossimi mesi", il clima durante il bilaterale Di Maio-Le Drian, a giudizio di chi era presente, è stato caratterizzato da “un leggero risentimento” della parte francese nei confronti del Ministro degli Esteri italiano per il sostegno ai gilet gialli.

Più in particolare, Le Drian per due volte ha sollevato la questione dei gilet gialli anche solo per sottolineare la “necessità di ricostruire ora il rapporto lavorando insieme su dossier come la Libia e i migranti”.

Sulla Libia la strada verso il vertice di Berlino resta tutta in salita mentre il prossimo banco di prova per i migranti sarà il vertice tra i Ministri degli Interni europei a Lussemburgo in ottobre.

Se son rose, fioriranno.

@pelosigerardo

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