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Governo Pd-5S: e spuntò il Ministero per l’Immigrazione

Avanza l'ipotesi che possa nascere un Ministero senza portafoglio sull'immigrazione, sull'esempio della Commissione Ue

La nave di soccorso spagnola Open Arms con i migranti a bordo arriva a Lampedusa, in Italia, 20 agosto 2019. REUTERS/Guglielmo Mangiapane
La nave di soccorso spagnola Open Arms con i migranti a bordo arriva a Lampedusa, in Italia, 20 agosto 2019. REUTERS/Guglielmo Mangiapane

Non è un mistero per nessuno che nei 15 mesi di vita del Governo giallo-verde il partito di Grillo ha dovuto più di una volta piegare la testa davanti alle decisioni del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di chiudere i porti e impedire gli sbarchi a Diciotti, Sea Watch, Open Arms e molte altre navi con migranti a bordo. I Ministri della Difesa Elisabetta Trenta e delle Infrastrutture Danilo Toninelli hanno spesso tentato di contenere le misure del Viminale ma quasi sempre con scarsi risultati.

Resta il fatto che nella trattativa in corso con il Pd per la distribuzione degli incarichi ministeriali il problema immigrazione è stato più volte evocato come tema sul quale le sensibilità dei due partiti non sono poi così distanti. Lo stesso Luigi di Maio avrebbe preteso per sé, in un primo momento, oltre alla carica di vicepremier, la responsabilità del Viminale proprio per smontare, pezzo dopo pezzo, l’architettura sovranista di Salvini contenuta nel decreto sicurezza.

Il Ministero dell’Interno sarà guidato molto probabilmente ora da un tecnico (l’attuale capo della Polizia Gabrielli o l’ex prefetto Morcone) ma comincia a circolare con sempre più insistenza l’ipotesi che nel nuovo esecutivo possa trovare posto anche una casella ad hoc per un nuovo Ministero senza portafoglio sull’immigrazione. L’idea, peraltro, non dispiace affatto alla Presidente della Commissione Esteri della Camera, la pentastellata Marta Grande, che ne ha parlato pochi giorni fa alla Festa dell’Unità di Modena nel corso di un dibattito pubblico con Piero Fassino del Pd.

Si tratterebbe, in sostanza, di riportare nel nuovo Ministero tutte le competenze attualmente sparse tra il Ministero degli Esteri, quello dell’Interno e quello delle Politiche sociali. Così facendo, per di più, si seguirebbe l’esempio della Commissione Europea dove il commissario all’immigrazione (attualmente il greco Dimitris Avramopoulos) ha competenze sui dossier migratori che si differenziano però da quelli relativi al controllo delle frontiere e agli aspetti di sicurezza, che sono di competenza del Commissario su Giustizia e Affari interni.  

@pelosigerardo

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